Telese Terme, violenze in famiglia: arrestato giovane dopo la denuncia della compagna
Quattro anni di maltrattamenti alla presenza della figlia di tre anni. Il coraggio della donna spezza il ciclo della violenza.
Nelle ultime ore, i Carabinieri della Stazione di Telese Terme hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane, gravemente indiziato del reato di maltrattamenti ai danni della compagna. Il provvedimento riconosce la gravità delle condotte, aggravate dal fatto di essere state commesse alla presenza della figlia minore, oltre che dalle finalità prevaricatrici dell’indagato, il quale, attraverso atti di violenza e controllo, mirava a limitare la libertà della donna.
La svolta nelle indagini è arrivata grazie al coraggioso atto di denuncia della vittima. Stremata da quattro anni di vessazioni, la donna ha finalmente rotto il silenzio — maturato a seguito di un intervento delle forze dell'ordine sollecitato dal padre dell'indagato — trovando la forza di denunciare un’escalation criminale che non poteva più essere tollerata.
Nella sua testimonianza, la vittima ha delineato un quadro drammatico, fatto di abituali aggressioni fisiche e verbali, umiliazioni e minacce di morte vissute alla presenza della figlia di soli tre anni e finora taciute per timore di ritorsioni. Tali condotte si sono rivelate sistematicamente esacerbate dall’abuso di alcol e stupefacenti. La vicenda evidenzia, infatti, come le dipendenze incidano in modo determinante sulla perdita del controllo degli impulses e sulla commissione di reati anche profondamente diversi tra loro.
Per tale ragione, l'azione di contrasto al consumo e allo spaccio di sostanze condotta da questa Procura rappresenta un presidio volto anche a prevenire, alla radice, il manifestarsi di queste e altre gravi tipologie delittuose.
I drammatici contorni del racconto resi dalla vittima — e la diretta correlazione tra lo stato di alterazione e l'esasperazione delle violenze — hanno trovato conferma nelle dichiarazioni di un teste, ma soprattutto nell'acquisizione di chat e messaggi audio prodotti dalla persona offesa. Questo materiale ha fornito un riscontro oggettivo alle condotte minatorie e prevaricatrici subite, dimostrando ancora una volta come la denuncia rappresenti lo strumento fondamentale e imprescindibile per spezzare il ciclo della violenza e ottenere tempestiva protezione.