Tampone rapido, quando e perché può dare falsi negativi. Nei primi giorni dell'infezione non identifica il virus
Più che una corsa è accaparramento: il vero oggetto del desiderio di questo Natale 2021 è il tampone rapido. In farmacia, certo. Ma anche quello ‘fai da te’ che si trova nelle stesse farmacie e, per p...
Più che una corsa è accaparramento: il vero oggetto del desiderio di questo Natale 2021 è il tampone rapido. In farmacia, certo. Ma anche quello ‘fai da te’ che si trova nelle stesse farmacie e, per periodi brevissimi prima dell’esaurimento scorte, anche in alcuni supermercati. I prezzi, come per le mascherine all’inizio della pandemia, sono schizofrenici: c’è chi se ne approfitta, e chi no. Ma spesso vengono venduti in quantità calmierate: non più di due o tre per persona. Eppure, il rischio di ritenersi al sicuro senza fondamento è molto alto, perché - come dimostra anche la vicenda di Jovanotti - il tasso di falsi negativi è enorme. Uno su due. Da uno studio su 332 pazienti, pubblicato sulla rivista Future virology, emerge che il test antigenico rapido per la rilevazione del Covid-19 sbaglia quasi una volta su due, fornendo un alto tasso di falsi negativi.
“La novità di questo studio – spiega Claudio Giorlandino, direttore scientifico del Centro ricerche Altamedica di Roma che ha curato lo studio – sta nella assoluta correttezza metodologica che, per primo, ha svelato che i limiti già conosciuti sono in realtà estremamente maggiori. L’enorme numero di falsi negativi che questi test, eseguiti in farmacia o in piccoli studi o laboratori, produce è pericolosissimo perché – sottolinea l’esperto – determina nei soggetti negativi un falso senso di sicurezza”.