Taglio accise: flop in Campania, benzina giù di soli 10 cent

Dati shock sui rincari: la riduzione reale è meno della metà di quella teorica. Male anche Lazio e Molise, bene solo il Friuli e la Toscana.

A cura di Redazione
20 marzo 2026 12:21
Taglio accise: flop in Campania, benzina giù di soli 10 cent -
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Il tanto atteso taglio delle accise, scattato ufficialmente tra il pomeriggio di ieri e la mattinata di oggi, doveva essere una boccata d'ossigeno per le tasche degli italiani. Ma i numeri dicono altro. Se sulla carta la riduzione del carico fiscale (IVA inclusa) dovrebbe tradursi in un calo di 24,4 centesimi al litro, la realtà ai distributori è fatta di ribassi timidi e profonde disparità regionali.

La Campania è "maglia nera"

La regione peggiore in termini di variazione dei prezzi è la Campania. Qui, l’effetto del provvedimento sembra essersi quasi volatilizzato: per la benzina si registra un calo di appena 10,3 centesimi, meno della metà di quanto previsto. Tradotto in moneta sonante: su un pieno di 50 litri, il risparmio effettivo è di soli 5,15 euro.

Non va meglio per il gasolio, dove la Campania conferma il primato negativo con un ribasso di appena 10,2 centesimi (5,10 euro per un pieno).

Il podio della delusione

Insieme alla Campania, sul podio delle regioni meno virtuose troviamo:

  • Bolzano: medaglia d'argento al contrario, con un abbassamento di soli 12,8 centesimi.

  • Molise e Lazio: ex aequo al terzo posto, dove il calo della benzina si ferma a 13,1 centesimi. Per il gasolio, il Molise resta più critico (-11,8 cent) rispetto al Lazio (-12,1 cent).

Dove il taglio funziona (quasi)

All'estremo opposto troviamo il Friuli Venezia Giulia, che si attesta come la regione più virtuosa d’Italia. Qui la riduzione è stata più marcata: -17,8 centesimi per la benzina e -17,3 centesimi per il gasolio. Seguono a breve distanza la Toscana (-17,3 cent per la verde) e la Sardegna (-17,1 cent).

Il divario tra teoria e pompa

Resta però un dato amaro: nemmeno nelle zone più "oneste" si è raggiunto il calo teorico di 24,4 centesimi. Le associazioni dei consumatori sono già sul piede di guerra, denunciando che una parte del beneficio fiscale rischia di essere assorbita da dinamiche di mercato poco trasparenti o da ritardi nell'aggiornamento dei listini.

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