Stupro di Capodanno, Antonia De Mita assolve il nipote: "Non va giudicato, l'hanno messo in mezzo perché suo nonno è Ciriaco"

"È come se ci avessero fatto scoppiare una bomba in casa". Antonia De Mita è distrutta. Figlia dell’ex premier Ciriaco e zia di Simone Ceresani, uno dei ragazzi presenti al party dello scorso Capodann...

23 gennaio 2022 08:36
Stupro di Capodanno, Antonia De Mita assolve il nipote: "Non va giudicato, l'hanno messo in mezzo perché suo nonno è Ciriaco" -
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"È come se ci avessero fatto scoppiare una bomba in casa". Antonia De Mita è distrutta. Figlia dell’ex premier Ciriaco e zia di Simone Ceresani, uno dei ragazzi presenti al party dello scorso Capodanno che si è chiuso con lo stupro di una 16enne, dice di essere "stravolta". Il nipote, ascoltato per due volte dai carabinieri, non è indagato per le tre ore da incubo vissute dalla vittima, figlia di un diplomatico spagnolo. Ma la situazione in cui si è messo, quel festino senza freni consumato in un villino alla periferia Ovest della capitale, tiene la zia "con il cuore in gola". Poi, da giornalista qual è, va dritta sulla cronaca: "Prima di dare dei giudizi, sarei molto cauta. Simone non ha partecipato allo stupro".

Alcune ragazze della comitiva di suo nipote dicono che sarebbe stato lui a portare la cocaina e a venderla alla festa.
"Potrebbero averlo inventato. O no? Io ho sentito che queste ragazze avrebbero detto “fate il nome di Simone”. Il problema è che lui è il nipote di De Mita, per questo ha avuto tutta questa eco. Altrimenti non ci sarebbe stato nessun articolo. Ma mia sorella e suo padre Cristiano suoi genitori sono delle bravissime persone. Sto male per loro. Il papà è molto giovanile, super cattolico. Credente a livelli quasi esagerati. Fa un lavoro importante alla Camera, molto delicato. E scrive di teologia".

Ai carabinieri tutti, anche suo nipote, hanno raccontato dello stupro, della cocaina. La fidanzata di Simone è stata a sua volta molestata e un ragazzo avrebbe fatto il gesto di puntare una pistola alla testa di suo nipote.
"Sembra Marilyn Manson in versione sincopata".

Il padre di Simone ha detto di non sapere nulla. Possibile?
"Immagino gli sia preso un accidente. Non lo giudico per quello che ha detto. Io penso che il padre stia sempre dalla parte del figlio e che Cristiano sia sotto shock. L’importante è che mio nipote non abbia partecipato allo stupro".

Resta in piedi la questione della droga, che tutti hanno dichiarato di aver assunto.
"Non è che Simone è cresciuto al Tufello. È un ragazzo molto intelligente. Siamo una famiglia all’antica, di quelle che si riunisce a tavola con il nonno. Non ho mai pensato che si drogasse. Simone è un ragazzo con una sensibilità estrema. Quando viene da noi in vacanza ha la stanza davanti alla mia. Mai notato nulla di strano. Dovrei inventarmelo, mai avuta la percezione di niente del genere. Poi quello che succede nelle feste dei ragazzi... se vedo certe cose in tv, cambio canale. Questa generazione è allo sbando. Ma Simone non è così".

Certo, la tensione era alta alla festa. Ma nessuno ha chiesto aiuto prima, durante e dopo lo stupro.
"Davanti a certe scene Io avrei chiamato polizia, carabinieri, prefettura, qualsiasi cosa. Ma ho anche 30 anni di più di Simone. Accusarlo per non essere intervenuto mi sembra un po’ eccessivo".

In questa storia hanno un ruolo anche i genitori di tutti i ragazzi. Tanto più che il party si è svolto in pieno lockdown.
"Ricordo quel Capodanno, eravamo tutti in casa. Anche questo Natale l'abbiamo passato così, in tre. Simone? A Roma ha una sua dependance autonoma, forse è uscito senza che il padre lo sapesse. Comunque siamo noi adulti gli sbandati, diciamoci la verità. E ora siamo destabilizzati da quello che sta accadendo".

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