Spari contro abitazione della ex, in manette un 41enne, un 42enne ed un 53enne residenti nelle province di Benevento ed Avellino

All’esito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, gli investigatori della Squadra Mobile della locale Questura, alle prime luci dell’alba,...

04 aprile 2023 12:34
Spari contro abitazione della ex, in manette un 41enne, un 42enne ed un 53enne residenti nelle province di Benevento ed Avellino -
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All’esito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, gli investigatori della Squadra Mobile della locale Questura, alle prime luci dell’alba, con il concorso di unità cinofile della Polizia Penitenziaria hanno dato esecuzione a quattro misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Benevento, di cui tre agli arresti domiciliari. La custodia cautelare ai domiciliari è stata ordinata dal gip Gelsomina Palmieri per Domenico Garofalo, 42 anni, di Benevento, Ciro Novi, 42 anni, di Roccabascerana, Gianfranco Viglione, 54 anni, di Summonte. Mentre l'obbligo di dimora a Pannarano è stato disposto per Angelo Pagnozzi, 33 anni. Respinta la richiesta di misure nei confronti di altri quattro indagati (per un quinto non c'era invece stata). Diverse le ipotesi di reato contestate a vario titolo, a cominciare da quella riguardante i colpi di pistola che Garofalo avrebbe esploso, nel luglio del 2021, prima in aria, poi contro la porta dell'abitazione di un vicino della donna alla quale era stato legato sentimentalmente, un rapporto poi naufragato, una situazione costata al 42enne anche l'addebito di stalking. L'altra vicenda è invece relativa ai colpi di pistola che sarebbero stati sparati, per reazione, in direzione della cucina della casa di Garofalo; un capitolo per il quale sono stati chiamati in causa Novi, Viglione e Pagnozzi, che sarebbero arrivati nella zona a bordo di una Bmw. Attenzione puntata, poi, da parte della Procura e degli agenti del vicequestore Flavio Tranquillo, su un giro di stupefacenti che sarebbe emerso durante il lavoro, supportato da intercettazioni telefoniche, sul doppio raid con armi da fuoco. Ancora, durante le investigazioni, veniva intercettata una converesazione nella quale vi era un vero e proprio accordo criminoso per commettere un delitto particolarmente grave. Dopo diversi servizi di osservazione gli inquirenti riuscivano ad individuare un rudere ubicato in un luogo impervio, in aperta campagna a cavallo tra le province di Avellino e Benevento, ove il 41enne, il 53enne ed il 32enne arrestati quest’oggi, avevano occultato un’ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Al fine di interrompere il reato e con l’evidente finalità di acquisire ulteriori elementi di prova a carico degli indagati, di concerto con il P.M. titolare delle indagini, gli investigatori della Squadra Mobile facevano irruzione all’interno del rudere e rinvenivano e sequestravano 16 Kg di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Nel prosieguo delle attività investigative venivano acquisiti gravi indizi in ordine alla circostanza che detta sostanza era stata nascosta in quel luogo dai predetti soggetti per essere successivamente destinata alla vendita al dettaglio. Lo stesso Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto gli elementi probatori raccolti come chiari ed univoci ad individuare le diverse condotte delittuose, riconoscendo la sussistenza delle esigenze cautelari ed in particolare, di pericolo di reiterazione di analoghe condotte da parte degli arrestati.

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