Sorrento: scattano gli arresti per il sistema di mazzette al Comune
Dalle prime luci dell'alba la Guardia di Finanza sta notificando nove misure cautelari per corruzione e appalti truccati nel Comune costiero.
Stamattina, i militari della Guardia di Finanza di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone indagate a vario titolo per corruzione e turbativa d’asta a Sorrento. L’operazione, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata guidata da Nunzio Fragliasso, arriva a seguito di una complessa indagine su presunti illeciti nella gestione di appalti e concorsi pubblici avvenuti tra il 2022 e il 2024. Le misure restrittive colpiscono soggetti già coinvolti nel filone investigativo nato dall'arresto dell'ex sindaco Massimo Coppola, sorpreso mesi fa in flagranza di reato mentre riceveva una mazzetta in un ristorante della zona.
Il provvedimento odierno rappresenta il culmine di un mese di intensi accertamenti seguiti agli interrogatori preventivi disposti dal gip Mariaconcetta Criscuolo, che hanno visto sfilare quindici persone davanti agli inquirenti. Gli arresti di oggi si basano su un quadro probatorio solido, alimentato dalle rivelazioni fornite dallo stesso ex primo cittadino e dal suo stretto collaboratore Raffaele Guida, noto come Lello il sensitivo, entrambi figure chiave nella ricostruzione del presunto sistema corruttivo. La notifica delle misure cautelari conferma la gravità delle accuse formulate dal sostituto procuratore Giuliano Schioppi, che spaziano dalla turbata libertà degli incanti alla corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio.
Le indagini hanno svelato un meccanismo radicato all'interno della macchina amministrativa comunale, dove la scelta dei contraenti per i servizi pubblici non rispondeva a criteri di merito ma a logiche di spartizione illecita. Durante le perquisizioni effettuate nelle scorse settimane, le fiamme gialle hanno rinvenuto e sequestrato oltre centoquindicimila euro in contanti, ritenuti parte del provento delle attività delittuose monitorate. Questo tesoretto nascosto ha fornito agli investigatori ulteriori riscontri sulla capillarità e sulla redditività del giro di mazzette che ruotava attorno ai palazzi del potere sorrentino negli ultimi due anni.
Tra le pieghe dell'inchiesta emerge anche il coinvolgimento di figure insospettabili che avrebbero agito da intermediari o facilitatori per coprire i passaggi di denaro e favorire gli accordi illeciti. Tra questi spicca la figura di un barbiere locale, la cui posizione ha sorpreso l'opinione pubblica ma che si è rivelata funzionale alle dinamiche di contatto tra i politici e gli imprenditori coinvolti. Il quadro delineato dalla magistratura racconta dunque di una rete di contatti trasversale, capace di inquinare la trasparenza amministrativa della città del Tasso e di condizionare l'esito dei concorsi pubblici a danno della collettività.