Terrore nel carcere di Avellino: rivolta con armi e olio bollente

Detenuti barricati feriscono gli agenti durante una violenta protesta notturna. Il sindacato Uil Fp denuncia la carenza cronica di organico.

A cura di Redazione
11 maggio 2026 12:43
Terrore nel carcere di Avellino: rivolta con armi e olio bollente -
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Una domenica di estrema violenza ha sconvolto la casa circondariale di Avellino, dove tre detenuti di nazionalità straniera hanno scatenato una rivolta brutale all'interno del reparto dedicato ai reclusi comuni. La denuncia arriva direttamente da Raffaele Troise, responsabile della Uil Fp-Polizia Penitenziaria, che ha descritto ore di altissima tensione culminate in una vera e propria guerriglia urbana tra le mura dell'istituto irpino. I facinorosi, armati di lame rudimentali e intenzionati a non collaborare, hanno dato il via ai disordini costringendo il personale di turno a un intervento d'emergenza in condizioni di estremo pericolo.

La situazione è degenerata rapidamente quando i tre uomini si sono barricati nelle proprie celle, respingendo ogni tentativo di mediazione con il lancio di olio bollente contro i poliziotti penitenziari intervenuti per sedare la protesta. L'utilizzo di armi improvvisate e la ferocia dell'attacco hanno reso necessarie manovre di contenimento eccezionali, protrattesi per gran parte della giornata. Solo grazie alla professionalità degli agenti e alla determinazione del comando si è evitato che il bilancio dei feriti fosse ancora più grave, in un clima di totale anarchia durato diverse ore.

L'ordine è stato ripristinato soltanto a tarda notte, al termine di una complessa operazione che ha visto l'impiego massiccio di forze supplementari. Per avere la meglio sui rivoltosi e mettere in sicurezza l'intero reparto, il personale in servizio è stato infatti supportato da diverse unità di rinforzo giunte tempestivamente da altri istituti penitenziari della Campania. Questo dispiegamento straordinario ha permesso di fare irruzione e ricondurre i detenuti alla calma, ponendo fine a un assedio che ha messo a dura prova la tenuta psicologica e fisica degli operatori presenti.

In seguito all'ennesimo episodio critico, il sindacato ha alzato nuovamente la voce per evidenziare le fragilità strutturali del sistema carcerario locale, puntando il dito contro l'ampio sottodimensionamento degli organici. Secondo la Uil Fp, la carenza di agenti rispetto alle reali esigenze della struttura di Avellino rappresenta un fattore di rischio inaccettabile che espone quotidianamente il personale a pericoli per l'incolumità personale. La sigla sindacale chiede interventi immediati e un potenziamento delle risorse per garantire la sicurezza interna ed evitare che simili scenari possano ripetersi nel prossimo futuro.

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