Scuola e diplomi falsi: 36 indagati, coinvolti anche due cervinaresi
Un giro di certificazioni contraffatte per scalare le graduatorie ATA e docenti tra il 2021 e il 2024: danno erariale oltre il milione.
La Procura della Repubblica di Roma, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a trentasei persone accusate di aver presentato documentazione contraffatta per inserirsi nelle graduatorie di terza fascia del personale ATA e docenti nella capitale tra il 2021 e il 2024. Gli indagati, residenti in massima parte in Campania, avrebbero indotto in errore i dirigenti scolastici per ottenere contratti di supplenza e stipendi pubblici. Le ipotesi di reato contestate dagli inquirenti nell'inchiesta numero 859/2026 Mod. 21 variano, a seconda delle posizioni, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al falso ideologico in atti pubblici, fino al tentativo di truffa.
I riscontri raccolti dagli investigatori delineano un sistema seriale basato sulla fabbricazione di titoli professionali e attestati mai realmente conseguiti. Nelle domande presentate dai candidati figuravano diplomi di qualifica per Operatore dei Servizi Sociali della Schola Albiniani di Santa Maria Capua Vetere, certificazioni informatiche ed attestati di dattilografia della New Form Academy di Nola e del centro UNI-CARIF di Cetraro, rivelatisi del tutto inesistenti. Oltre ai titoli di studio falsificati, la Procura ha accertato la dichiarazione di fittizi periodi di servizio mai prestati come collaboratori o maestre, formalmente registrati presso la scuola materna Disney Club di Marcianise ma privi di qualsiasi riscontro reale.
L’analisi finanziaria condotta sui flussi retributivi ha permesso di quantificare l'impatto economico complessivo della presunta frode, che supera la cifra di un milione e mezzo di euro di danno erariale. Tra le singole posizioni emerse nel corso degli accertamenti spiccano quelle di A.C. e D. C., alle quali viene contestata la percezione indebita di circa 139.000 euro ciascuna. La cifra più elevata in assoluto è stata però attribuita ad A. S., il cui valore economico contestato tocca i 172.202 euro di stipendi pubblici incassati senza averne effettivo diritto nel periodo temporale preso in esame.
L'indagine riserva un focus specifico su alcuni indagati di origine irpina, i cui compensi illeciti oscillano tra i sessantamila e i novantamila euro. Almerino Sasso di Cervinara, avrebbe ottenuto quasi 90.000 euro in concorso con altri soggetti presentando titoli fittizi all'istituto Falcone e Borsellino, mentre Romano Saverio risponde di truffa per oltre 65.000 euro legati a falsi servizi dichiarati presso il Disney Club ed utilizzati per l'ammissione all'istituto Giorgio Perlasca. Risulta coinvolta anche una donna Valeria Perrotta di Cervinara, per la quale viene ipotizzata la sola tentata truffa aggravata poiché la sua condotta non è sfociata nella stipula di un contratto di lavoro.
Il meccanismo di falsificazione fa capo a una rete organizzata di promotori, tra cui figurano i nomi di S. A. e M. A., la cui posizione è attualmente al vaglio in procedimenti separati. Con la notifica dell'atto ex articolo 415-bis del codice di procedura penale, la Procura concede ora venti giorni di tempo agli indagati per consultare i fascicoli a piazzale Clodio, presentare memorie o richiedere un interrogatorio prima che il Pubblico Ministero valuti la richiesta di rinvio a giudizio. Per tutti i trentasei coinvolti vige il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino all'eventuale condanna definitiva.