Scie luminose tra Puglia e Campania: il mistero del razzo cinese si dissolve all'alba
L'Osservatorio di Capodimonte conferma: si tratta di detriti spaziali disintegrati in atmosfera. Uno spettacolo unico ma senza pericoli.
Un risveglio decisamente insolito ha accomunato migliaia di cittadini tra Puglia e Campania, testimoni di una spettacolare scia luminosa che ha solcato il cielo poco prima dell'alba. Il fenomeno, immortalato in decine di video e fotografie diventati immediatamente virali sui social network, ha inizialmente alimentato dubbi e suggestioni, prima che la scienza fornisse una spiegazione rassicurante e dettagliata.
A fare chiarezza sull'accaduto è stato l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte. Grazie alle sofisticate telecamere "All Sky", dedicate proprio al monitoraggio costante della volta celeste, gli esperti hanno confermato che la lingua di fuoco non era altro che il rientro atmosferico di un vettore spaziale. Nello specifico, si è trattato della disintegrazione del razzo cinese Xinzhengcheng-02, lanciato lo scorso 30 marzo per scopi satellitari. Una volta esaurita la sua missione e rientrato a contatto con gli strati più densi dell'atmosfera, il razzo si è incendiato a causa dell'attrito, frammentandosi in numerosi piccoli pezzi.
Sebbene l'impatto visivo sia stato dirompente, gli astronomi sottolineano come eventi del genere non rappresentino alcun pericolo per la popolazione. I frammenti che riescono a superare la fase di combustione e a raggiungere il suolo sono solitamente di dimensioni minuscole, rendendo l'evento puramente scenografico. Nunzio Micale, promotore del progetto AstroGargano, ha confermato come le segnalazioni siano state particolarmente numerose nell'area dei Monti Dauni, in provincia di Foggia, dove le condizioni meteo favorevoli hanno permesso una visione nitida dello spettacolo.
Quello che può apparire come un evento eccezionale è, in realtà, una conseguenza diretta dell'intensa attività spaziale globale. Attorno al nostro pianeta orbitano migliaia di oggetti non più operativi, comunemente definiti "spazzatura spaziale". Il loro rientro guidato o naturale in atmosfera è un fenomeno previsto e monitorato che, grazie all'attrito e alle elevatissime temperature generate, trasforma vecchi rottami tecnologici in fugaci e innocue stelle cadenti artificiali.