Sanità, l'appello a Schillaci: "Sant'Agata de' Goti non può avere un Pronto Soccorso a mezzo servizio"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta firmata da un cittadino di Airola, indirizzata al Ministro della Salute. Sotto accusa le limitazioni orarie del presidio ospedaliero e l'assenza di risposte concrete per la Valle Caudina.

27 marzo 2026 20:02
Sanità, l'appello a Schillaci: "Sant'Agata de' Goti non può avere un Pronto Soccorso a mezzo servizio" -
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Il diritto alla salute nelle aree interne della Campania torna al centro del dibattito con una denuncia che punta dritta al cuore delle istituzioni nazionali. Un cittadino di Airola, ha inviato una lettera formale al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per segnalare la condizione di precarietà in cui versa il comparto d'emergenza locale.

Un presidio "a tempo determinato"

Il punto focale della protesta riguarda l'operatività del Pronto Soccorso di Sant'Agata de' Goti, che secondo quanto riportato nella lettera, subirebbe forti limitazioni dopo il tramonto.

"Il Pronto Soccorso locale opera con limitazioni orarie, arrivando di fatto a non garantire un servizio continuativo oltre le ore 18:00," scrive Borriello. "Rappresenta un fatto inaccettabile per una comunità che ha diritto a cure tempestive e adeguate in qualsiasi momento della giornata."

L'atto d'accusa: "Basta passerelle politiche"

La lettera firmata non è solo una richiesta di aiuto, ma un duro atto d'accusa verso una politica territoriale e nazionale percepita come distante e autoreferenziale. Il cittadino sottolinea come i cittadini delle aree interne si sentano penalizzati da una cronica carenza infrastrutturale e da un progressivo spopolamento, aggravato dalla percezione di insicurezza sanitaria.

"Troppo spesso assistiamo a iniziative di facciata, passerelle istituzionali e dichiarazioni di intenti che non si traducono in azioni concrete. Nel frattempo, i cittadini restano esposti a rischi gravi."

Le proposte per il futuro

Per uscire dall'impasse, la missiva invoca soluzioni strutturali e non temporanee:

  • Tavoli istituzionali permanenti per monitorare la situazione.

  • Piani straordinari di reclutamento per colmare la carenza di medici e infermieri.

  • Strategie sostenibili per la salvaguardia dei presidi ospedalieri minori.

"Senza risorse adeguate," conclude la lettera, "ogni promessa di rilancio resta priva di significato". Ora la palla passa al Ministero, da cui il territorio attende un segnale di responsabilità che vada oltre la semplice cortesia istituzionale.

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