San Martino Valle Caudina. Malumori dopo la mancata processione della vigilia.

L'idilliaco rapporto tra il parroco e' una parte della popolazione sammartinese (che forse non e' ancora nato).. sembra essere giunto al termine dopo la decisione di bloccare la processione della nati...

25 dicembre 2024 18:06
San Martino Valle Caudina. Malumori dopo la mancata processione della vigilia. -
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L'idilliaco rapporto tra il parroco e' una parte della popolazione sammartinese (che forse non e' ancora nato).. sembra essere giunto al termine dopo la decisione di bloccare la processione della nativita' che da secoli e' presente nella notte della vigilia e che e' strettamente legata all'evento dei catuozzi che ieri sera hanno animato, come da consuetudine, la notte del 24 dicembre. La motivazione sembra essere stata l' impervietà meteo che in verita', solo a San Martino, e' stata presa in considerazione in maniera estrema. Negli altri paesi tutto si e' svolto secondo la norma anche perche' escluso una mezz'oretta di pioggia, la giornata ha regalato la tipica atmosfera di dicembre, con freddo e limitate precipitazioni. Ovviamente, dubbi e perplessita' hanno assalito i cuori di molti sammartinesi considerando che gia' al suo insediamento, il parroco aveva manifestato una poca empatia logistica in merito alla processione del bambin Gesu' lasciando meravigliati in molti. L' evento della processione dove la statua del Cristo Nascente viene prelevata dalla collegiata di San Giovanni Battista per essere trasportata alla chiesa di San Martino Vescovo passando tra i catuozzi delle zone del paese (che rappresentano il calore e la luce verso il il Cristo salvatore).. ha origine secolari. E pensare che durante la novena mattutina.. e' stato lo stesso parroco a ricordare ai "chiazzaiuoli" di accendere il catuozzo alle 21.00 evitando fumo ed eventuali problematiche, che in passato hanno creato piccoli disagi nel momento in cui il Bambino si apprestava a varcare la soglia della collegiata. I "chiazziaiuoli" sono stati puntuali come sempre.. ma con la chiesa chiusa e analizzando un comunicato della parrocchia mandato via social.. sono rimasti esterrefatti nel non aver potuto assistere alla tradizionale processione. A dire vero gia' nel pomeriggio echeggiavano nell'aria alcuni mugugni per il mancato ripristino del catuozzo dinanzi alla chiesa di San Martino evitando di contare l'ennesimo anno senza la messa al convento, anch'essa storica e secolare come il suo catuozzo non presente dinanzi l'atrio. Ma se vogliamo entrare nel merito del tutto.. i dissapori tra molti fedeli e il caro Don Fabio.. covano gia' da tempo. Dalla decisione di non attuare funzioni sposali nelle domeniche fino all'ultimo pensiero di eliminare la messa domenicale al convento, si continuano ad analizzare alcune decisioni piu' che discutibili del parroco di Altavilla. Tra l'altro, a dimostrare l'importanza che suscita nei fedeli il monastero francescano e' stata la numerosa presenza di persone che questa mattina erano presenti alla messa natalizia. C'e' anche da dire che don Fabio si e' insediato in un contesto ecclesiastico poco unitario e con una situazione economica precaria, visto che, a sentire il parroco attuale, la parrocchia ha dovuto affrontare molti debiti antecedenti. In conclusione, indipendentemente dal fatto che la chiesa cattolica si trovi ad affrontare problematiche evidenti legate all'affluenza di fedeli e ad un numero decrescente di preti e comprendendo che nell'era del progressismo piu' sfrenato risulti anche difficile capire e giudicare l'operato di un semplice padre di parrocchia.. possiamo affermare con certezza che con una maggiore comunicazione ed una concreta empatia sociale.. molti problemi potrebbero essere risolti senza difficolta' anche perche' i sammartinesi hanno dimostrato gia' in passato di essere spesso e' volentieri molto critici quando si sono sentiti feriti nelle proprie tradizioni.. ma nello stesso tempo hanno dimostrato anche di essere estremamente disponibili e accondiscendenti quando con il proprio parroco nasce il filing giusto per affrontare le difficolta fisiologiche quotidiane.

In fin dei conti, dopo il covid, i dati del PIL legati al turismo delle tradizioni e alla ruralita' dei borghi sono positivi e' stanno creando spazi di crescita specialmente in Irpinia.

A questo punto non resta che rimboccarsi le maniche e iniziare un nuovo cammino insieme, rendendo simbiotici fedeli, il parroco, la popolazione e il primo cittadino, il quale, da sempre legato alle tradizioni del paese, potrebbe essere il collante delle varie anime presenti nella cittadina Caudina agendo una volta e per tutte sulle divisioni che da troppo tempo rendono pesante l'aria..

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