San Martino: Pronti per la tradizionale sagra del cicatiello tra storia e tradizione.
( Giovanni Mauriello ) Nell'estate di San Martino che quest'anno sembra essere piu' clemente del solito c'e' un paese in Valle Caudina che si appresta a vivere la festa Patronale e la tradizionale Sag...
( Giovanni Mauriello ) Nell'estate di San Martino che quest'anno sembra essere piu' clemente del solito c'e' un paese in Valle Caudina che si appresta a vivere la festa Patronale e la tradizionale Sagra del Cicatiello. Quest'anno, la festa per il vescovo di Tour, avra' una durata di tre giorni e la comunita' di San Martino Valle Caudina si apprestera' a vivere un fine settimana all'insegna del buon cibo, della musica popolare, di animazioni varie senza tralasciare un tuffo nel passato tramite mostre fotografiche, abbigliamenti storici e contatti diretti con i sammartinesi immigrati all'estero. Un evento che ha delle origini antichissime. Se una prima possibile attestazione della festa di San Martino forse la troviamo nel libro degli atti di morte del 1828 tramite la presenza di "Nocciolai di Ospedaletto d'Alpinolo, di sicuro possiamo analizzare meglio una lettera di un bersagliere piemontese pubblicata in forma anonima nel 1897 a Torino e presente nel libro "Briganti arrendetevi":<<Era l'11 Novembre del 1861, e l'ameno villaggio di San Martino celebrava il suo santo patrono. Avevo io allora 33 anni, ed oggi che scrivo sul finire del cammino di mia vita, ricordo ancora quel giorno, che scendendo dai monti vidi gli abitanti vestiti da gai colori sortire dalla chiesa e fermarsi a capannelli sulla piazzetta, ove fra banchi di caramelle e pasticci dolci erano preparati de' fuochi d'artifizio>>. Nel 1937 il dott. Costantino Fucci, in occasione del trigesimo della scomparsa della madre scrive in un suo libretto:<<E’ la sagra del paese, e rivedo mia madre in festa, vestita di nero, fresca e odorosa, tra i pennoni e le luminarie ricche. Rivedo mia madre nel sole delle giornate di sagre a S. Martino, infilarmi il vestito nuovo, calzarmi le scarpe lucenti, condurmi, santa cara mamma, alla chiesa per l’omaggio al santo della bellezza. Poi i fuochi d'artifizio, la vera bellezza delle nostre sagre paesane, il vero motivo del convegno del popolo che lavora>>. Negli anni 50- 60 e 70 uscirono alcuni articoli sul quotidiano "il Mattino" dove si metteva in risalto la festa del paese tra i mille sapori locali. Una trentina di anni fà, si aggiunse la sagra del cicatiello grazie all'opera di alcuni volontari quali la signora Giuseppina Pisaniello Raviele e Beniamino Fucci e oggi diventata una vera istituzione culinaria per il paese. Inizialmente si svolgeva, in un primo momento, nella piazzetta Giudo Dorso; in seguito, il parroco don Ugo Della Camera la trasferì per il corso, con le luminarie e i fuochi d'artificio. Nel 2007, l'amministrazione comunale e l'assessorato alla cultura, assemblarono in un'opuscoletto le tante notizie relative alla nostra festa patronale con lo scopo di tenere sempre sempre viva la memoria e tramandare il tutto alle future generazioni.. fino ad arrivare ad oggi dove la festa oramai dura piu' giorni e si arricchisce sempre e solo nel rispetto delle tradizioni locali... cosi come il cicatiello.. rigorosamente condito con la carne di porco e accompagnato da un ottimo bicchiere di rosso locale.