Salerno, blitz anti-TikTok in cella: trovati droga e telefoni

Blitz a Salerno dopo i video su TikTok: la Polizia Penitenziaria sequestra droga e cellulari. Agenti aggrediti durante le perquisizioni.

A cura di Redazione
22 febbraio 2026 19:12
Salerno, blitz anti-TikTok in cella: trovati droga e telefoni -
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Lo Stato risponde con fermezza alle sfide lanciate dai social dietro le sbarre. Nella Casa Circondariale di Salerno è scattata una vasta operazione di controllo che ha portato al sequestro di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti, confermando i sospetti nati dopo la diffusione di alcuni video su TikTok realizzati illegalmente da alcuni detenuti all’interno dell’istituto.

L'operazione

La perquisizione straordinaria, disposta dall'Amministrazione Penitenziaria, ha visto impegnati gli agenti in servizio a Salerno con il supporto dell'UST (Ufficio Sicurezza e Traduzioni). Nonostante il GIR (Gruppo Intervento Rapido) fosse stato preallertato per gestire eventuali rivolte, la professionalità del personale locale ha permesso di condurre le operazioni senza la necessità di un intervento esterno di emergenza.

Momenti di tensione: aggressioni agli agenti

Non sono mancati, tuttavia, momenti di criticità. Durante le fasi di controllo, alcuni detenuti si sono opposti al rientro nelle celle, dando vita a vere e proprie aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria.

Un dettaglio significativo, sottolineato con orgoglio dal sindacato, riguarda lo spirito di sacrificio degli agenti coinvolti: nonostante i colpi ricevuti, molti hanno scelto di non ricorrere alla refertazione medica per non pesare sulla carenza di organico e garantire la continuità del servizio.

Il commento del SAPPE

Soddisfazione è stata espressa da Marianna Argento, vice segretario regionale per la Campania del SAPPE:

"Ancora una volta la Polizia Penitenziaria ha dimostrato competenza, equilibrio e senso del dovere in una situazione delicata. Il ritrovamento di cellulari e droga conferma quanto sia indispensabile mantenere alta l’attenzione per contrastare ogni forma di illegalità."

Il sindacato ha rivolto un plauso al Provveditore Regionale, al Comandante di Reparto e ai suoi vice per il coordinamento dell'intervento, definendolo un segnale "forte e inequivocabile" contro ogni tentativo di minare l'ordine e la sicurezza nelle carceri.

Conclusioni

L’episodio riaccende i riflettori sulla facilità con cui strumenti tecnologici e stupefacenti riescono a penetrare nelle strutture detentive, ma ribadisce anche la capacità di reazione delle istituzioni di fronte alla provocazione mediatica dei detenuti-influencer.

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