Roulette, tutte le ipotesi su origine e inventore
La vita è una ruota. Gli eventi più fortunati o sfortunati possono capitare a tutti e specie l’avvicendarsi degli uni con gli altri hanno il sapore della compensazione. Insomma, nel caso in cui si sa...
La vita è una ruota. Gli eventi più fortunati o sfortunati possono capitare a tutti e specie l’avvicendarsi degli uni con gli altri hanno il sapore della compensazione. Insomma, nel caso in cui si sa per certo che potrebbe verificarsi una determinata situazione dovendo scegliere in un ventaglio specifico di opzioni, ecco che la metafora della ruota si rivela quantomai calzante. Forse anche per questo la roulette è così rappresentativa del gioco, dove buona e cattiva sorte sembrano rincorrersi. La roulette è forse uno dei giochi più banali dal punto di vista dello svolgimento, in quanto paragonabile a una lotteria: i partecipanti non possono determinare l’esito finale con le loro mosse, ma possono soltanto provare a indovinare quale sarà quell’esito, che nessuno può conoscere in anticipo. A questo punto la curiosità è d’obbligo: in molti si chiedono chi ha inventato la roulette e perché un’attrazione all’apparenza così semplicistica abbia avuto tanto seguito negli anni, senza essere bollata ab imis come un’idea fallimentare.
Chi ha inventato la roulette
Blaise Pascal. Senza mezzi termini, ecco la risposta secca e precisa che il più delle volte viene fornita quando si prova a sviscerare dal principio la storia della roulette. Come noto, Pascal era uno studioso e matematico francese vissuto nella prima metà del ‘600 e non sorprende apprendere che fosse particolarmente dedito ad esperimenti scientifici. In uno di questi avrebbe provato a mettere in piedi una macchina che doveva essere pronta a compiere movimenti su se stessa, senza dover consumare una fonte di energia in particolare. Considerando che la roulette sarebbe apparsa sui tavoli da gioco molti anni dopo la scomparsa di Pascal, si deve presumere che l’intento del francese non fosse quello di creare un’attrazione da sala. Ad ogni buon conto, non mancano altre interpretazioni circa le origini del gioco, forse derivante dalla già presente “Girella” italiana, forse importato dall’Asia o forse legato a doppio nodo al “Biribissi”, all’”Hoca” e al “Portique”. La prima attestazione del nome “roulette”, comunque, è datata 1716, ma ci volle quasi un altro secolo prima che assumesse la sua forma più tipica e riconosciuta. Oggi la roulette è anche digitale: come dimostrano molteplici approfondimenti disponibili su Internet ad esempio una guida al William Hill bonus benvenuto, che permette all’utente di ricevere informazioni su che cosa sia questa agevolazione, la roulette si accompagna ai giochi di carte o alle slot sulle piattaforme di intrattenimento virtuali. I croupier sono sempre in carne ed ossa, ma di fatto il gioco avviene a km di distanza.
Come funziona la roulette
La roulette si compone di un normale disco rotante il cui perimetro è suddiviso però in 37 caselle numerate e colorate, solitamente in rosso e in nero. I numeri arrivano fino a 36, ma partono dallo 0, che occupa un settore in tinta verde e determina svolgimenti diversi nel gioco. Le regole sono relativamente poche: il croupier non deve far altro che azionare il disco e lanciarvi sopra una pallina in avorio, facendo attenzione al fatto che la direzione sia opposta al senso in cui sta girando la ruota. A causa dell’inclinazione del piatto, una volta che la ruota avrà esaurito la propria energia cinetica la pallina dovrà per forza posarsi su una delle caselle numerate. Il numero corrispondente a quello del settore in cui si sarà fermata la pallina sarà quindi il numero vincente. Un processo quasi elementare, se non fosse che nel tentativo di avvicinarsi il più possibile alla vittoria i giocatori più accaniti si scervellano nel cercare combinazioni di numeri che magari possano rendersi più propizi e fruttiferi di altre. Il disco stesso si chiama “roulette” e ai suoi lati sono posti i tableaux, dove convergono le puntate. Quando aziona di nuovo la ruota, il croupier deve ripartire dalla zona del disco in cui si trovava l’ultimo numero vincente. Sebbene la versione più diffusa della roulette sia quella con 37 numeri, comune prevalentemente in Europa, ne esiste anche una americana con 38 numeri, che aggiunge infatti lo “00” tra le varie caselle. Si narra che in origine la roulette contasse proprio 38 numeri e che gli americani, una volta scoperto il gioco, abbiano cercato di renderlo ancora più difficile, ma si esclude a priori che ne siano stati loro i veri inventori.