Rotondi. Ancora un successo per la compagnia teatrale “SENZA ARTE NÉ PALCO”
Nella cornice teatrale amatoriale caudino, una riconferma per la compagnia teatrale “SENZA ARTE NÉ PALCO”. Si sono cominciati a confrontare solo due anni fa e già portano in scena il secondo lavoro. “...
Nella cornice teatrale amatoriale caudino, una riconferma per la compagnia teatrale “SENZA ARTE NÉ PALCO”. Si sono cominciati a confrontare solo due anni fa e già portano in scena il secondo lavoro. “Nu bambiniello e tre San Giuseppe” un testo teatrale in due atti scritto in vernacolo napoletano dagli autori Gaetano Di Maio e Nino Masiello, posto in scena nell’Auditorium Comunale di Rotondi (Avellino).
Gli “artisti” della compagnia si sono presentati sul palco ben carichi e sin dalle prime battute hanno appassionato il pubblico riuscendo a reggere la loro attenzione per quasi due ore.
Una performance accattivante resa perfetta sia dai “veterani” sia dagli “esordienti”, in una cornice scenografica che ha riprodotto un cortile di una umile famiglia della periferia napoletana. Dove Pasquale ed Eleonora hanno cercato di educare “a modo loro … cafone” la giovane figlia ribelle Carmelina che preferisce invece intraprendere la carriera di cameriera a Milano o addirittura di attrice, soprattutto di film “osé”, con Marlon Brando.
Una misteriosa gravidanza, incerta fra i tre “San Giuseppe”, ha poi reso il tutto spassoso condito dall’esasperazione scenica dei tre amanti sotto “à luna e maggio” … ai quali si aggiunge “ò seggettaro” il teutonico fidanzato ufficiale.
Gli spettatori si sono sentiti coinvolti sin dall’apertura del sipario cogliendo l'intensità della grossolanità, difetti e vizi degli interpreti.
Venerdì otto settembre si replica e sicuramente ci confermerà una sala stracolma con un pubblico cha a fine spettacolo si allontanerà con le lacrime di gioia.
I “Senza arte né palco” si sono sentiti particolarmente emozionati per essere riusciti, con il solo il potere di un’arte pura e disinteressata, a trasmettere sorrisi ed emozioni, frutto dei semplici obiettivi che si erano prefissi.
Trapela che, oltre a qualche replica nei comuni caudini, sono già al lavoro organizzativo su un nuovo testo da portare sulle tavole dei palcoscenici nelle prossime festività natalizie.
Oltre ad auspicare “ad maiora”, si spera che queste iniziative siano sempre sostenute dalle istituzioni pubbliche, che un giorno la Citta Caudina sia dotata di un idoneo spazio che possa dar vita alle tante attività come questa, gratuite e gestite da seri volontari.