Rosario Livatino: Aversa celebra il giudice martire della fede
L’Unione Giuristi Cattolici di Aversa ricorda il beato Rosario Livatino nell’Abbazia di San Lorenzo con una solenne celebrazione e un convegno.
Lunedì 4 maggio 2026, alle ore 18:00, la sezione "Vittorio Bachelet" dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani organizza ad Aversa una manifestazione in onore del beato Rosario Livatino. L'evento, previsto presso l'Abbazia di San Lorenzo nel 36° anniversario del suo martirio, vedrà la partecipazione del vescovo Angelo Spinillo e di illustri relatori per onorare la memoria del magistrato siciliano ucciso dalla mafia nel 1990. L’iniziativa intende offrire una riflessione profonda sulla figura di un uomo che ha saputo coniugare l’impegno professionale con una fede incrollabile.
La manifestazione si aprirà con la liturgia dei Vespri presieduta da Monsignor Angelo Spinillo, per poi proseguire con un momento di approfondimento culturale e giuridico coordinato dall’avvocato Antonia Magnotta. Il dottor Domenico Airoma, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, terrà un intervento magistrale focalizzato sull’eredità del giudice, seguito dalla preziosa testimonianza di monsignor Giuseppe Livatino, rappresentante della postulazione per la causa di beatificazione della Diocesi di Agrigento. Questo incontro rappresenta un appuntamento ormai tradizionale per la comunità aversana, che vede nel giovane magistrato un punto di riferimento etico e spirituale.
Il messaggio lasciato da Rosario Livatino appare oggi di straordinaria attualità, descrivendo un profilo di cristiano capace di incarnare il Vangelo attraverso il rigore professionale e la discrezione. Monsignor Ernesto Rascato, assistente spirituale della sezione locale dell'UGCI, sottolinea come la vita ordinaria del giudice, vissuta in modo straordinario, rappresenti un argine contro la perdita della speranza nelle difficoltà quotidiane. Livatino non fu solo un tecnico del diritto, ma un testimone della carità che cercava di redimere l'uomo oltre la condanna, operando costantemente sotto lo sguardo di Dio.
L'evento si inserisce in un contesto istituzionale e religioso di grande rilievo, proprio mentre la Conferenza Episcopale Italiana valuta la proposta di proclamare il beato quale patrono dei magistrati. Dopo l'approvazione del Consiglio permanente, la richiesta passerà al vaglio dell'Assemblea generale dei vescovi per poi giungere alla conferma definitiva del Dicastero per il Culto divino. La memoria di Livatino, definito da Papa Francesco come un difensore leale della legalità e della libertà, continua dunque a ispirare le nuove generazioni di giuristi chiamati a tutelare la dignità della persona umana.