Ripudio della Guerra e Ricerca della Pace
( Franco Petraglia ) Se è vero che la pace, la fame o la guerra non ci toccano da vicino, è altrettanto vero che non possiamo ignorarle. E’ sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo nel confli...
( Franco Petraglia ) Se è vero che la pace, la fame o la guerra non ci toccano da vicino, è altrettanto vero che non possiamo ignorarle. E’ sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo nel conflitto nato dall’aggressione russa ai danni dell’Ucraina, che ha generato uno scenario apocalittico che non si era mai visto in passato. Cose sconvolgenti e orripilanti che non avrei mai immaginato di vedere alla mia non più giovane età. Mi chiedo, come uomo della strada, se sia giusto che tante vite umane vengano coinvolte in queste lotte disumane che mettono a nudo gli istinti peggiori dell’uomo. A mio avviso è inutile inneggiare a tante imprese tecnologiche, scientifiche, culturali, sociali, quando non si è ancora riusciti a superare, dopo 2022 anni di cristianesimo, quei sentimenti che io definisco retaggio di barbarie. Per molti anziani-vecchi, usciti sfibrati dal secondo conflitto mondiale, ancora non si è spento l’eco delle bombe che hanno distrutto le nostre città, il gemito dei feriti e l’ultimo respiro dei morti che lacerano ancora le nostre orecchie, ma nonostante tutto ciò noi continuiamo a odiare e a correre come ciechi verso le guerre. Purtroppo questa calamità è antica quando il mondo e il cammino dell’uomo è segnato da essa. Osservando le difficoltà inumane affrontate e da affrontare non c’è altra via più valida che quella della collaborazione su scala internazionale e mondiale per andare incontro alla pace, una pace che deve affratellare tutti i popoli della terra. Anche perché, se scoppiasse un conflitto mondiale, difficilmente ci si limiterebbe all’impiego di armi convenzionali e l’uso delle atomiche ridurrebbe in poche ore tutti i continenti a un cumulo di macerie, Secondo il mio punto di vista, la via della pace è il disarmo generale. Dobbiamo smetterla con l’ipocrisia di produrre e vendere armi e di invocare poi la pace. “Nulla è perduto con la pace, tutto può essere perduto con la guerra”. Sono parole di Pio XII riportate anche da Giovanni XXIII nell’enciclica Pacem in terris. Facciamo sì che l’uomo non resti barbaramente nella sua abominevole condizione di “lupus”, di essere carnivoro, egoista al punto da reputare la vita “bellum omnium contra omnes”. La pace nel mondo intero deve essere la prima conquista dei giovani, giacchè è in gioco non solo la nostra vita, ma anche quella di tutto il genere umano. Sta a ciascuno di noi, a partire dalle relazioni quotidiane, scegliere il bene, l’amore, la fraternità: valori importanti e costitutivi della persona umana. E poi amare la pace e la serenità, oltre che bello, è vera civiltà. Credo che questo sia il modo migliore per scambiarci gli auguri in questo Natale di Gesù bellissimo e ferito dalle 169 guerre che insanguinano il mondo. Un felice e Santo Natale a tutti!