"Rimborsopoli" : scatta il sequestro per truffa a due consiglieri comunali

Il GIP blocca oltre 18mila euro a due consiglieri comunali accusati di aver falsificato assenze e tempi di percorrenza.

19 maggio 2026 11:20
"Rimborsopoli" : scatta il sequestro per truffa a due consiglieri comunali -
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Il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunciata ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per l'importo complessivo di 18.256,31 euro, emesso dal GIP su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento giudiziario scaturisce da un'indagine coordinata dalla Procura e avviata grazie a una dettagliata segnalazione del Segretario Generale del Comune, il quale aveva riscontrato anomalie patenti e un sistematico spreco di denaro pubblico nella gestione dei gettoni di presenza e dei rimborsi erogati per la partecipazione alle commissioni consiliari. Al centro dell'inchiesta si trovano due consiglieri comunali e il padre di uno di essi, indagati a vario titolo per reati gravi quali truffa continuata ai danni dell'Ente pubblico, falsità ideologica, falsa attestazione a pubblico ufficiale e sostituzione di persona.

Le condotte truffaldine emerse dagli accertamenti della Guardia di Finanza hanno svelato come i due amministratori locali abbiano utilizzato artifici e raggiri per indurre il Comune a rimborsare ore di lavoro in realtà mai prestate. Secondo gli inquirenti, gli indagati hanno piegato l'incarico pubblico rivestito a scopi puramente privati, sfruttando il meccanismo dei permessi retribuiti previsto dal Testo Unico degli Enti Locali a danno delle casse municipali. L'attività investigativa ha permesso di quantificare con esattezza le somme indebitamente sottratte attraverso la falsificazione di contratti lavorativi e la dichiarazione mendace dei tempi di percorrenza stradali.

Nel dettaglio, il primo dei due consiglieri comunali si sarebbe avvalso della complicità del padre per costituire un rapporto di lavoro subordinato fittizio, creato ad hoc lo stesso giorno dell'assunzione presso una Federazione sindacale nazionale con sede a Civitavecchia, a oltre 300 chilometri di distanza da Torre Annunziata. Questa distanza geografica siderale serviva a giustificare l'intera giornata di assenza dal posto di lavoro per poter presenziare alle commissioni consiliari, determinando così un rimborso illegittimo di 14.162,61 euro a favore della società del genitore, denaro che poi veniva parzialmente riaccreditato sul conto dello stesso politico. Le indagini hanno provato che l'indagato, unico dipendente della struttura che ha cessato l'attività non appena sono partiti gli accertamenti, non si era mai recato nella sede laziale.

Il secondo consigliere coinvolto nella "rimborsopoli", dipendente di un ufficio postale, ha invece dichiarato falsamente nelle autocertificazioni di non possedere veicoli e di dover utilizzare i mezzi pubblici, richiedendo un tempo medio di 85 minuti per raggiungere il municipio. I servizi di osservazione stradale e l'analisi delle telecamere eseguiti dai finanzieri hanno però dimostrato che l'uomo si spostava abitualmente a bordo di uno scooter di proprietà del padre, impiegando appena mezz'ora per il tragitto. Il meccanismo fraudolento ha fruttato un profitto indebito di 4.093,70 euro, somma corrispondente alla differenza tra i tempi dichiarati e quelli effettivi, che è stata interamente recuperata e bloccata attraverso il sequestro preventivo dei beni.

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