Rifiuti e trasparenza: Montefredane trascina IrpiniAmbiente al Tar
Il sindaco Ciro Aquino contesta il diniego all'accesso agli atti e annuncia il ricorso legale per ottenere i dati economici della società.
Il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, ha annunciato ufficialmente il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la società IrpiniAmbiente dopo il rifiuto ricevuto in merito alla richiesta di accesso agli atti per l'acquisizione delle quote societarie. La disputa, esplosa nelle ultime ore in provincia di Avellino, vede contrapposti l'amministrazione comunale e l'amministratore unico della società pubblica, Claudio Crivaro, in una fase delicata del riassetto del ciclo integrato dei rifiuti. La documentazione negata risulta infatti indispensabile affinché l'ente locale possa completare l'istruttoria economica richiesta dalla Corte dei Conti e dalla legge regionale della Campania, garantendo così una valutazione consapevole sull'operazione di ingresso nella compagine societaria.
La decisione del primo cittadino scaturisce dalla necessità di proteggere le finanze del Comune e di agire nel pieno rispetto dei principi di prudenza amministrativa. Secondo il sindaco Aquino, nessun amministratore serio può votare un’acquisizione societaria senza conoscere in maniera approfondita la situazione debitoria, i rischi potenziali e le reali condizioni economiche dell’ente partecipato. Il diniego opposto da IrpiniAmbiente, giustificato con un generico richiamo alla riservatezza commerciale, viene giudicato inaccettabile poiché riferito a una società interamente pubblica che dovrebbe operare in totale trasparenza nei confronti dei Comuni soci e della comunità amministrata.
La richiesta avanzata dal Comune di Montefredane riguardava dati essenziali relativi alla situazione patrimoniale, all'esposizione debitoria complessiva, ai contenziosi pendenti e agli atti societari necessari per determinare il valore reale delle quote. La mancata condivisione di queste informazioni impedisce di fatto all'ente di adempiere agli obblighi normativi che impongono un'analisi rigorosa sulla sostenibilità finanziaria dell'investimento. Il sindaco ha ribadito che la chiarezza non può essere considerata una concessione ma rappresenta un dovere primario per chiunque sia chiamato a gestire le risorse della collettività.
Il clima di tensione istituzionale mette ora a rischio il completamento del nuovo modello di gestione dei rifiuti previsto per il territorio, rallentando un processo di transizione già complesso. In attesa che il Tar si pronunci sulla legittimità del diniego, l'amministrazione di Montefredane conferma la propria linea di rigore, auspicando che possa tornare a prevalere una collaborazione istituzionale basata sul rispetto delle prerogative degli enti locali. L'obiettivo finale resta quello di assicurare che ogni decisione di rilievo economico sia assunta con la massima consapevolezza, evitando di gravare sugli equilibri di bilancio comunali con rischi non preventivamente analizzati.