Ribaltone in Appello: assolto il presunto boss del night

Cade l'accusa di associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione ad Ariano Irpino. Cancellata la condanna di primo grado.

A cura di Redazione
28 maggio 2026 19:08
Ribaltone in Appello: assolto il presunto boss del night -
Condividi

La Corte D’Appello di Napoli ha emesso oggi una sentenza di totale proscioglimento nei confronti di V.P., il 48enne residente a San Giorgio del Sannio che era stato precedentemente condannato in primo grado per i reati di associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione aggravato. L'uomo, difeso dall’avvocato Vittorio Fucci, era finito al centro di una complessa indagine giudiziaria con l'accusa di aver promosso e diretto un giro di squillo all'interno di un locale notturno situato ad Ariano Irpino, riscuotendo ingenti somme di denaro dai clienti e coordinando l'attività di oltre dodici ragazze.

Il verdetto d'appello ribalta completamente la precedente decisione del Tribunale di Benevento, che in primo grado aveva inflitto all'imputato una condanna a due anni e due mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni. I giudici della seconda istanza hanno invece accolto in pieno le tesi della difesa rappresentata dall'avvocato Fucci, azzerando le pesanti accuse che pendevano sul quarantottenne e cancellando di fatto ogni misura sanzionatoria precedentemente disposta a suo carico.

L'inchiesta iniziale tratteggiava un quadro accusatorio particolarmente dettagliato, secondo cui l'uomo avrebbe rivestito il ruolo di vero e proprio promotore e vertice dell'organizzazione criminale. Secondo gli inquirenti, V.P. pianificava nei minimi dettagli l'arrivo e la permanenza delle giovani donne nell'avellinese, occupandosi personalmente del loro mantenimento tramite la fornitura di vitto, alloggio e dei trasporti quotidiani da e per il night club al termine dei turni di lavoro.

L'attività illecita contestata si basava su un tariffario ben preciso, con somme variabili dai 10 ai 60 euro che i clienti pagavano all'interno del locale a seconda del tempo trascorso con le ragazze e della natura delle prestazioni consumate. Questo presunto sistema di gestione e controllo della casa di prostituzione, che per la Procura configurava anche l'aggravante di aver commesso il fatto in danno di più persone, è stato tuttavia smontato nel secondo grado di giudizio, restituendo la piena libertà al quarantotto sarnese.

Segui Informazione Sei