Rete delle Sette Madonne, Maiori pronta a entrare nel progetto

La Madonna dell’Avvocata nella Rete. Sant’Anastasia guarda al 2027 e Villa di Briano al 2028

05 settembre 2026 12:46
Rete delle Sette Madonne, Maiori pronta a entrare nel progetto -
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La Rete delle Sette Madonne si allarga e guarda al futuro. Dopo la seconda edizione del Premio Sette Madonne, celebrata il 16 agosto a Materdomini di Nocera Superiore, arriva la volontà dell’Amministrazione comunale di Maiori di entrare a far parte della Rete, portando con sé la storia e la tradizione della Madonna dell’Avvocata.

Un ingresso dal forte valore simbolico, considerando che Maiori era stata individuata già nella fase originaria del progetto tra le comunità naturalmente legate al percorso. Fu infatti Mercogliano, Comune promotore e capofila, su impulso di Ilaria Di Gaeta, ideatrice della Rete delle Sette Madonne e del Premio, a coinvolgere inizialmente l’amministrazione della città costiera.

Quell’interlocuzione non portò allora a un’adesione formale. Oggi, invece, la volontà espressa da Maiori riapre quel percorso e potrebbe rappresentare un nuovo importante capitolo nella storia della Rete.

La devozione alla Madonna dell’Avvocata costituisce, del resto, un patrimonio particolarmente significativo della cultura popolare campana, fatto di pellegrinaggi, canti, tammurriate, ritualità e partecipazione collettiva. Elementi che si inseriscono pienamente nello spirito della Rete, nata con l’obiettivo di mettere in relazione territori diversi attraverso una comune tradizione mariana.

Il Premio diventa itinerante

La crescita della Rete è strettamente legata anche al percorso del Premio Sette Madonne, diventato progressivamente itinerante.

Dopo la prima edizione del 2025 a Mercogliano, quest’anno il Premio ha fatto tappa a Nocera Superiore, presso Materdomini. Una scelta che ha confermato la volontà di coinvolgere, di volta in volta, comunità diverse, mantenendo però a Mercogliano il ruolo di Comune promotore e capofila.

La seconda edizione, dedicata alla memoria di Anna Sellitto, ha riunito amministratori, rappresentanti dei Santuari, studiosi, artisti, associazioni e comunità provenienti dai diversi territori della Rete.

Un appuntamento che ha avuto come obiettivo non soltanto la consegna dei riconoscimenti, ma soprattutto la valorizzazione di chi continua a custodire e tramandare la cultura popolare e la devozione mariana.

Già delineate le prossime tappe

Durante la serata di Materdomini sono arrivate anche indicazioni importanti sul futuro del Premio.

Il Comune di Sant’Anastasia ha manifestato pubblicamente la disponibilità ad accogliere l’edizione 2027, mentre il sindaco di Villa di Briano ha espresso il desiderio di ospitare quella del 2028.

Il percorso, dunque, comincia a delinearsi: Mercogliano 2025, Nocera Superiore 2026, Sant’Anastasia 2027 e Villa di Briano 2028.

Non soltanto un calendario, ma la conferma della vocazione itinerante del progetto: ogni anno una comunità diventa punto di incontro per le altre, mettendo in mostra la propria storia, la propria devozione e le proprie tradizioni.

Una Rete aperta a nuovi territori

Parallelamente alla possibile adesione di Maiori, stanno emergendo altre interlocuzioni per un eventuale ampliamento della Rete. Anche questa prospettiva dovrà passare attraverso il confronto tra i Comuni e i necessari percorsi istituzionali.

L'obiettivo, però, resta quello indicato fin dalla nascita del progetto: creare relazioni tra comunità, valorizzare patrimoni comuni e recuperare quei legami culturali e devozionali che per secoli hanno unito territori diversi della Campania.

«Quando abbiamo immaginato la Rete – sottolinea Ilaria Di Gaeta – l'idea era proprio questa: partire dalle Sette Madonne per ritrovare le relazioni profonde che esistevano già prima di noi».

La possibile adesione di Maiori rappresenta quindi un passaggio significativo: dalla montagna al mare, attraverso santuari, pellegrinaggi e tradizioni, la Rete delle Sette Madonne continua a costruire il proprio cammino.

Non una semplice successione di eventi, ma un progetto che punta a mettere in relazione comunità e patrimoni culturali diversi, partendo da una memoria mariana condivisa.

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