Progetto Cervinara Insieme: il vento del cambiamento sfida la solita macchina del fango
Il candidato Sindaco Giuseppe Ragucci replica agli attacchi: "La legalità si pratica con coerenza, non è una medaglia per la propaganda".
Dopo la straordinaria partecipazione di domenica, dopo una piazza piena di entusiasmo, presenza popolare e voglia autentica di cambiamento, qualcuno ha evidentemente capito che a Cervinara sta succedendo qualcosa di importante. E, puntualmente, è partita la solita macchina del fango.
In queste ore assistiamo a lezioni di moralità, richiami alla legalità, insinuazioni, allusioni e perfino evocazioni inquietanti da parte di chi ha amministrato Cervinara per anni e oggi vorrebbe presentarsi come unico custode della trasparenza e della correttezza amministrativa. Bontà loro.
Noi crediamo invece che la legalità non sia una medaglia da esibire in campagna elettorale, ma un principio che si pratica con coerenza ogni giorno. E proprio per questo riteniamo che alcune domande politiche siano non solo legittime, ma doverose.
È giusto chiedere ai cittadini se sia opportuno candidare nelle proprie liste persone direttamente riconducibili a professionisti che hanno ricevuto incarichi pubblici rilevanti dal Comune negli anni passati. È giusto chiedersi se sia opportuno candidare soggetti che abbiano ricevuto incarichi tecnici o legali dall’ente amministrato dagli stessi gruppi politici oggi in campo.
E questo ragionamento vale per tutti. Vale anche per chi oggi prova ad ammantarsi di nuovismo, cambiamento e rottura con il passato, salvo poi presentare candidature, relazioni e dinamiche che con il sistema di potere costruito negli anni hanno avuto evidenti connessioni. Perché il cambiamento non si proclama: si pratica con coerenza.
Nessuno parla di illegittimità. Gli incarichi pubblici possono essere perfettamente regolari. Ma esiste anche un tema di opportunità politica, etica e trasparenza verso la comunità. Perché quando per anni si gestiscono incarichi, ruoli e relazioni di potere, e poi gli stessi ambienti diventano direttamente protagonisti della competizione elettorale, una riflessione politica diventa inevitabile.
Allo stesso tempo vediamo crescere tensioni, illazioni e attacchi personali alimentati da chi probabilmente avverte che i cittadini sono stanchi delle solite dinamiche, delle stesse facce, degli stessi equilibri e del continuo valzer delle posizioni di potere.
Ma su questo vogliamo essere molto chiari: la critica politica è sacrosanta, la diffamazione e le insinuazioni costruite ad arte appartengono ad un altro piano. E ci sono limiti che nessuno dovrebbe superare, anche perché determinati comportamenti possono avere conseguenze molto serie sotto il profilo civile e penale.
Noi continueremo a fare una campagna elettorale tra la gente, parlando di problemi reali, programmi, servizi, manutenzione, giovani, famiglie e futuro. Con serenità, determinazione e senza paura.
E continueremo a pensare una cosa molto semplice: un caffè offerto ad una persona non varrà mai anni di incarichi, relazioni e gestione del potere.
Chi ha amministrato Cervinara per quindici anni forse dovrebbe preoccuparsi un po’ meno degli altri e spiegare qualcosa in più ai cittadini. Perché il vento che si respira oggi è quello di una comunità che vuole finalmente cambiare pagina.