Presidenza Provincia Avellino: è Buonopane contro Picone

La chiusura dei termini per la presidenza provinciale delinea una sfida a due tra i sindaci di Montella e Candida

17 maggio 2026 12:25
Presidenza Provincia Avellino: è Buonopane contro Picone -
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L’Ufficio Elettorale della Provincia di Avellino ha ufficialmente chiuso la finestra per il deposito delle candidature, delineando una corsa a due per la guida di Palazzo Caracciolo. La scadenza delle ore dodici ha registrato la presentazione formale del sindaco di Candida, Fausto Picone, che si aggiunge a quella del presidente uscente e sindaco di Montella, Rizieri Buonopane, depositata nella giornata precedente. Spetta ora all'Ufficio Elettorale provinciale, convocato per il pomeriggio di lunedì 18 maggio 2026, il compito di esaminare la documentazione e validare formalmente i profili dei due unici sfidanti in campo per la competizione elettorale fissata per il prossimo 6 giugno.

La partita politica si gioca su un terreno frammentato e ad altissima tensione, in particolare all'interno del centrosinistra irpino che arriva a questo appuntamento diviso e senza una linea unitaria. Rizieri Buonopane tenta il bis forte di un via libera giunto dai vertici regionali del Partito Democratico, ma deve fare i conti con la netta e immediata smentita della segreteria provinciale di via Tagliamento, guidata da Enzo Alaia, che ha disconosciuto accordi centralizzati ricordando il recente mancato voto del gruppo consiliare sul bilancio dell’ente. Sul fronte opposto, Fausto Picone si presenta forte del primato di preferenze incassato nelle scorse elezioni per il consiglio provinciale e supportato dal peso politico di ben 576 firme di sindaci e amministratori locali raccolte a sostegno della sua corsa.

L'evoluzione dello scenario riflette la natura stessa delle elezioni provinciali, una competizione di secondo livello dove il corpo elettorale è composto esclusivamente dagli amministratori dei comuni irpini. Questo meccanismo sposta il baricentro del consenso lontano dalle logiche tradizionali di partito, trasformando la sfida in una conta interna basata su alleanze civiche, legami territoriali e accordi trasversali tra i sindaci. La polarizzazione tra Montella e Candida rappresenta non solo un confronto tra due amministratori stimati, ma una vera e propria resa dei conti per il controllo degli equilibri politici nell'intera provincia.

Le prossime ore saranno decisive per stabilire la regolarità delle liste, ma la macchina organizzativa è già proiettata verso la campagna elettorale lampo che precederà il voto di inizio giugno. Entrambi i candidati puntano a intercettare il voto dei tantissimi amministratori locali che cercano un punto di riferimento solido per il rilancio delle aree interne e per la gestione dei fondi di sviluppo. Con i partiti tradizionali impossibilitati a imporre una disciplina di scuderia, l'esito finale resterà incerto fino all'ultimo voto, lasciando ai territori la piena e libera scelta sul futuro inquilino di Palazzo Caracciolo.

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