Poggioreale, maxisequestro di cellulari: lo Stato c'è, ma mancano 200 agenti
L'Uspp elogia la Polizia Penitenziaria per il blitz nei padiglioni, ma chiede risorse e tecnologie per colmare la mancanza di 200 agenti.
I telefoni cellulari di ultima generazione continuano a filtrare tra le sbarre, ma la risposta delle istituzioni non si fa attendere. Un'operazione ad alto impatto condotta dalla Polizia Penitenziaria ha portato al sequestro di diversi dispositivi nascosti all'interno di tre distinti padiglioni — Salerno, Milano e Firenze — del carcere di Poggioreale a Napoli. L'episodio, reso noto dal sindacato Uspp, riporta al centro del dibattito la sicurezza all'interno delle strutture penitenziarie.
A sottolineare l'importanza dell'intervento sono stati il presidente dell'Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, i quali hanno spiegato come questo sequestro rappresenti l'ennesima dimostrazione della professionalità, della determinazione e del senso dello Stato della Polizia Penitenziaria, un corpo che continua a garantire sicurezza e legalità pur operando in condizioni estremamente difficili.
Ogni telefono sottratto ai detenuti equivale a un canale illecito strappato alla criminalità. I due sindacalisti hanno evidenziato come bloccare questi dispositivi significhi interrompere tempestivamente le comunicazioni con l'esterno, impedire la pianificazione o l'esecuzione di attività delittuose e, soprattutto, riaffermare con forza il pieno controllo dello Stato all'interno degli istituti di pena.
Tuttavia, l'abnegazione e il sacrificio quotidiano del personale non possono diventare un alibi per rinviare gli investimenti strutturali da parte dello Stato. Moretti e Auricchio hanno lanciato un chiaro allarme sulla necessità di adottare tecnologie avanzate per l'intercettazione di droni e telefoni cellulari, oltre all'urgenza di adeguare le piante organiche. Nella sola struttura di Poggioreale si registra infatti una carenza di ben 200 agenti. Proprio per questa ragione, il plauso del sindacato va a tutto il personale impegnato nel lavoro di ogni giorno, spesso lontano dai riflettori della cronaca, che continua a costituire un presidio fondamentale di legalità.