Peculato, sequestro preventivo di beni per oltre 700 mila euro. Si tratta dell'inchiesta su "Maleventum"

All’esito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, i finanzieri del Comando Provinciale di Benevento, Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno dato esecu...

09 febbraio 2022 12:41
Peculato, sequestro preventivo di beni per oltre 700 mila euro. Si tratta dell'inchiesta su "Maleventum" -
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All’esito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, i finanzieri del Comando Provinciale di Benevento, Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno dato esecuzione ad un Decreto di sequestro preventivo - ex art. 321 c.p.p. emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura, nei confronti di tre soggetti, uno dei quali amministratore di fatto di un Consorzio, con sede in Benevento, avente quale oggetto sociale la gestione dei centri di accoglienza per migranti siti in vari territori della provincia di Benevento, in relazione al delitto di peculato. Si tratta di un'inchiesta che nel luglio del 2020 era già stata scandita da un sequestro per oltre 1 milione di euro, per appropriazione indebita, eseguito a carico di Paolo Di Donato, 50 anni, di Sant'Agata dei Goti, indicato come amministratore e gestore di fatto di Maleventum, e che ora fa registrare una novità. E' il nuovo sequestro preventivo di beni disposto dal Gip, affidato ancora alla guardia di finanza, stavolta per una ipotesi di peculato, e fino alla concorrenza di 770mila euro e passa, a carico dello stesso Di Donato e delle due sorelle. Una indagine che chiama in causa anche altri ex amministratori del Consorzio, per i quali non è scattao alcun provvedimento. Le indagini svolte, alle quali ha fornito utile apporto anche la Prefettura di Benevento, consentivano di acquisire elementi, ritenuti sufficienti dal GIP ai fini del sequestro, in ordine all’accertamento, nello specifico, che l’amministratore e gestore di fatto del Consorzio, struttura - quest’ultima - aggiudicataria dei bandi di gara e delle convenzioni stipulate con la locale Prefettura, si appropriava, sia direttamente che attraverso alcuni congiunti, di ingenti somme di denaro erogate al predetto Consorzio, che venivano utilizzate per sostenere costi non inerenti l’oggetto sociale ma transitavano su conti personali e destinati ad un utilizzo diverso quello consentito dal titolo di erogazione ed impiegate ed in diversi occasioni, per spese personali dell’amministrazione di fatto, avente carattere voluttuario.

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