Pd Avellino, Alaia frena: «Nessun sostegno a Buonopane»
Il segretario provinciale smentisce l'accordo sulla ricandidatura del presidente uscente, evidenziando le profonde fratture interne al partito.
Il segretario provinciale del Partito Democratico di Avellino, Marco Alaia, ha smentito categoricamente ieri, attraverso una nota ufficiale diffusa agli organi di stampa irpini, le voci riguardanti un presunto accordo politico del partito a supporto della ricandidatura di Rizieri Buonopane alla presidenza della Provincia. La presa di posizione si è resa necessaria per fare chiarezza dopo le indiscrezioni delle ultime ore, blindando l'autonomia decisionale del livello locale rispetto a possibili imposizioni esterne.
La reazione del vertice provinciale nasce dal profondo stupore per notizie che parlavano di una condivisione della linea con la segreteria irpina, un confronto che Alaia nega però di aver mai avuto sia con i vertici regionali che con quelli nazionali. Il segretario ha rivendicato con fermezza la natura federale del Partito Democratico, una struttura che impone che valutazioni e indicazioni di tale portata politica debbano necessariamente originarsi e svilupparsi sul territorio, escludendo dinamiche calate dall'alto.
A supporto di questa netta smentita, il leader locale ha richiamato l'operato e la linea politica manifestata chiaramente negli ultimi mesi dal gruppo consiliare del PD a Palazzo Caracciolo. I consiglieri provinciali hanno infatti espresso a più riprese forti riserve e un aperto dissenso nei confronti della gestione Buonopane, criticando aspramente una modalità amministrativa giudicata accentratrice e caratterizzata da decreti monocratici privi di una reale condivisione con la coalizione.
Il culmine di questo malessere politico e amministrativo si è tradotto recentemente nel mancato voto del gruppo PD al bilancio provinciale, un segnale di rottura emblematico che Alaia ha definito impossibile da ignorare nel percorso verso le prossime elezioni. Trattandosi di una competizione di secondo livello, il segretario ha concluso ricordando che la parola finale spetterà ai sindaci e agli amministratori locali, i quali valuteranno liberamente i candidati sulla base del lavoro svolto sul territorio.