Pasquetta alla Località Coppola: la Montagna diventa una discarica a cielo aperto.

Inciviltà senza freni in Località Coppola: i resti dei bivacchi abbandonati attirano animali selvatici. Un insulto alla natura e al decoro.

08 aprile 2026 15:58
Pasquetta alla Località Coppola: la Montagna diventa una discarica a cielo aperto. -
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Il giorno dopo la festa, resta solo lo schifo. È un risveglio amaro quello della Località Coppola, trasformata nel giro di poche ore da oasi naturalistica a monumento all'inciviltà umana. Mentre i "festeggiatori" sono tornati al calduccio delle proprie case, ciò che resta sui prati è un tappeto di rifiuti, avanzi e plastica.

Uno schiaffo alla natura

Le immagini che arrivano dall'area montana sono raccapriccianti. Non si tratta solo di qualche cartaccia dimenticata, ma di veri e propri cumuli di sacchi neri sventrati. Gli animali selvatici, attirati dall'odore del cibo, stanno completando l'opera: le buste vengono lacerate, e i resti di pasta, carne e contenitori di alluminio vengono sparsi ovunque dal vento e dalla fauna locale.

Il paradosso è servito: amano la montagna a parole, per poi trattarla come un bidone della spazzatura nei fatti.

Chi deve pulire?

A festeggiare sono stati tutti bravi, a sporcare ancora di più. Ma la domanda che sorge spontanea, intrisa di rabbia, è una sola: ora chi deve pulire questo schifo? È inaccettabile che la collettività debba farsi carico dei costi di rimozione – sia economici che ambientali – causati da un manipolo di barbari che non conosce le basi dell'educazione civica.

Portare un sacco pieno di provviste su per i sentieri sembra essere un piacere, ma riportarlo indietro vuoto e leggero pare sia un’impresa titanica per molti.

Cervinara Rifiuti della Pasquetta
Cervinara Rifiuti della Pasquetta

Tolleranza zero

Non è più tempo di "inviti al buonsenso". Serve il pugno di ferro. È necessario che chi ha ridotto Località Coppola in questo stato venga individuato e sanzionato pesantemente. La bellezza di Cervinara non può essere ostaggio di chi confonde il diritto al divertimento con il diritto allo scempio.

La natura non dimentica. E nemmeno noi.

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