Papa Leone a Pompei: fede, carità e speranza nel segno di Maria

L’arcivescovo Caputo annuncia la visita dell’8 maggio: il Pontefice reciterà la Supplica di Bartolo Longo tra i fedeli e i giovani precari.

A cura di Redazione
05 maggio 2026 16:42
Papa Leone a Pompei: fede, carità e speranza nel segno di Maria -
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Venerdì 8 maggio, Papa Leone si recherà in visita pastorale a Pompei per incontrare la comunità locale e i numerosi pellegrini presso il Santuario della Beata Maria Vergine del Santo Rosario. L'evento, descritto dall'arcivescovo Tommaso Caputo come un momento storico di profonda importanza spirituale, vedrà il Santo Padre impegnato nel rito della Supplica, la celebre preghiera composta dal fondatore San Bartolo Longo. La visita si inserisce in una lunga tradizione di attenzione pontificia verso la città mariana, con l'obiettivo di sostenere il tessuto sociale del Mezzogiorno e rinnovare lo slancio delle opere caritative che da sempre caratterizzano questa delegazione pontificia.

L’attesa dei venticinquemila abitanti di Pompei è carica di un entusiasmo vibrante, poiché la città moderna è nata e cresciuta proprio attorno al fulcro spirituale del suo celebre Santuario. Monsignor Caputo sottolinea come l’accoglienza sia nel DNA di questa terra, abituata a gestire ogni anno un flusso imponente di circa sei milioni di visitatori, divisi tra l’interesse per il patrimonio archeologico unico al mondo e la devozione mariana. Il Papa giungerà dunque in un luogo che funge da crocevia universale, portando un messaggio di conferma nella fede che intende abbracciare sia i residenti sia i milioni di pellegrini che varcano la soglia della basilica.

Il cammino di Leone segue le orme dei suoi predecessori, ricalcando i passi di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, i quali hanno tutti reso omaggio alla Vergine del Rosario in tempi recenti. Tuttavia, la visita non si limiterà alla sola dimensione liturgica, ma toccherà le corde sensibili delle problematiche che affliggono il Sud Italia. Il Pontefice troverà una realtà complessa, dove la bellezza dei monumenti e la forza della preghiera si scontrano quotidianamente con le sfide della modernità e le incertezze di un territorio che lotta per la propria stabilità economica e sociale.

Un punto centrale del discorso dell'arcivescovo riguarda infatti la condizione dei giovani, spesso costretti ad affrontare il dramma del lavoro precario e mal pagato che impedisce la formazione di nuovi nuclei familiari. Richiamando l'intuizione profetica di San Bartolo Longo, il quale considerava l'occupazione dignitosa come il pilastro fondamentale per formare onesti cittadini, la Chiesa pompeiana presenta al Papa i propri progetti di avviamento professionale. L'obiettivo della visita diventa quindi quello di trasformare la speranza in azione concreta, offrendo alle nuove generazioni un segnale di vicinanza e un rinnovato impegno nelle opere di carità.

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