Ospedali come zone di guerra: l'appello dell'Ordine dei Medici di Benevento
Violenze continue nei Pronto Soccorso. Il Presidente Luca Milano chiede interventi urgenti a tutela del personale sanitario e dell'Articolo 32.
Ieri sera, presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Pio” di Benevento, si è consumata l'ennesima vile aggressione ai danni del personale medico e infermieristico. Questo drammatico episodio si inserisce in una preoccupante escalation estiva che, nel solo mese di luglio, ha già colpito numerose strutture sanitarie in tutta Italia, da Napoli a Bologna. Di fronte a questa emergenza, il Presidente dell’Ordine dei Medici di Benevento, Luca Milano, ha lanciato un duro atto di accusa per denunciare una deriva sociale non più tollerabile e per chiedere allo Stato tutele immediate per chi garantisce il diritto costituzionale alla salute.
La solidarietà formale e l'indignazione di circostanza non sono più sufficienti a colmare il logorante senso di impotenza di chi opera in prima linea. Ogni insulto o gesto di violenza contro il personale in camice bianco rappresenta un attacco diretto all’Articolo 32 della Costituzione e mina la stabilità stessa del Servizio Sanitario Nazionale. Non è ammissibile che il personale sanitario debba rischiare la propria incolumità fisica nello svolgimento di una professione dedicata a salvare vite umane, scambiando i luoghi di cura per pericolose zone franche.
La persistente tolleranza verso questi atti e la percezione di impunità stanno generando conseguenze drammatiche e irreversibili per l'intero sistema assistenziale. Si assiste ormai a una vera e propria fuga dai reparti di emergenza-urgenza, con giovani medici che rifiutano la trincea dei Pronto Soccorso e concorsi pubblici che vanno deserti a causa della mancanza di sicurezza. Questo progressivo svuotamento dei reparti si traduce inevitabilmente in un indebolimento delle cure, nell'allungamento dei tempi di attesa e in un crescente senso di abbandono per i cittadini.
Per uscire da questa crisi, l'Ordine dei Medici chiede alla politica e alla magistratura risposte concrete che vadano oltre i semplici tavoli tecnici. È indispensabile garantire la certezza della pena per chi aggredisce un pubblico ufficiale e attivare presidi di sicurezza costanti attraverso una presenza reale delle forze dell'ordine nelle strutture. Parallelamente, serve un patto culturale nazionale che parta dalle scuole e dai media per ricostruire il rapporto di fiducia tra medico e paziente, sostenendo campagne di sensibilizzazione come "Io Ti Curo" per difendere la civiltà della nostra nazione.