Notte di violenza al carcere di Avellino: perquisizione finisce nel sangue

Tre agenti in ospedale dopo una perquisizione notturna. Tensioni e cellulari sequestrati nel penitenziario irpino.

05 agosto 2026 11:08
Notte di violenza al carcere di Avellino: perquisizione finisce nel sangue -
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Tre agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti contusi e sono stati costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso, ottenendo sette giorni di prognosi, a seguito dei disordini scoppiati durante una perquisizione notturna all'interno della casa circondariale di Avellino. A rendere noti i dettagli dell'accaduto è stato Emilio Fattorello, consigliere nazionale del sindacato Osapp. L'operazione di controllo è scattata all'interno di una cella che ospitava cinque reclusi. Durante le verifiche, il personale si è imbattuto dapprima in un telefono cellulare standard e, successivamente, nel rinvenimento di altri due smartphone.

Alla scoperta delle apparecchiature non autorizzate, la reazione dei reclusi si è fatta subito estremamente violenta: i cinque detenuti si sono opposti con la forza fisica ai controlli delle forze dell'ordine, riuscendo persino a danneggiare i dispositivi nel tentativo di distruggere le prove o impedirne il sequestro. L'aggressione si è conclusa con il ferimento del personale di sorveglianza e con la conseguente denuncia di tutti i responsabili all'Autorità Giudiziaria per i reati commessi nel corso del blitz.

L'episodio riaccende inevitabilmente i riflettori sui gravi problemi strutturali che affliggono la struttura penitenziaria irpina. Come denunciato con forza dallo stesso Fattorello, l'istituto sta affrontando un livello di criticità sempre più elevato, alimentato dal fenomeno del sovraffollamento. A fronte di una capienza regolamentare pensata per ospitare circa 500 persone, la struttura ne conta attualmente ben 670.

Una situazione già precaria ed esasperata che rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi giorni. La gestione interna della sicurezza deve infatti fare i conti con l'arrivo imminente di nuovi reclusi, tra cui cinque trasferiti dal carcere di Benevento e altri dieci spostati nell'ambito delle operazioni di sfollamento dalla Casa Circondariale di Poggioreale a Napoli, fattori che promettono di appesantire ulteriormente un clima lavorativo e gestionale ormai al limite.

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