Nel Sannio Fondi migranti usati per il lusso: danno da 1,3 milioni.
Truffa sui servizi di accoglienza a Benevento: la Corte dei Conti contesta il danno erariale a otto indagati, inclusi ex dipendenti della Prefettura.
La Guardia di Finanza di Benevento, sotto la direzione della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, ha notificato otto inviti a dedurre ad altrettanti indagati per un danno erariale da 1,3 milioni di euro. L'operazione, coordinata dal vice procuratore Davide Vitale e dal procuratore Giacinto Dammicco, ha fatto luce sulla sistematica sottrazione di fondi pubblici destinati ai centri di accoglienza per migranti gestiti dal consorzio "Maleventum". Tra i destinatari dei provvedimenti figurano anche ex dipendenti della Prefettura di Benevento, accusati a vario titolo di aver omesso i dovuti controlli o di aver agevolato l'illecito screening del denaro pubblico.
Le indagini condotte dal nucleo di polizia economico-finanziaria hanno svelato un meccanismo speculativo basato sul drastico taglio dei servizi assistenziali minimi che dovevano essere garantiti agli ospiti delle strutture. Il denaro sottratto al benessere e all'assistenza dei migranti veniva poi reindirizzato verso finalità strettamente personali, finanziando uno stile di vita sfarzoso fatto di viaggi, soggiorni in località esclusive e acquisti di accessori di lusso. Questo sistematico drenaggio di risorse ha causato non solo un grave decadimento delle condizioni di accoglienza, ma anche un enorme vuoto nelle casse dello Stato.
La contestazione della magistratura contabile si inserisce in un filone d'indagine più ampio che mira a fare chiarezza sulla gestione dei flussi di denaro legati all'emergenza migratoria nel territorio campano. Gli inquirenti si sono concentrati sui bilanci e sulle rendicontazioni del consorzio, incrociando i dati dei finanziamenti ricevuti con le spese effettivamente sostenute per il mantenimento dei centri. La sproporzione tra i servizi dichiarati e quelli realmente offerti ha permesso di quantificare l'esatta entità del danno patrimoniale subito dall'amministrazione pubblica.
Con la notifica degli inviti a dedurre, le otto persone coinvolte avranno ora la possibilità di visionare gli atti depositati e di presentare le proprie memorie difensive per tentare di chiarire la loro posizione dinanzi ai magistrati contabili. L'azione della Guardia di Finanza e della Corte dei conti conferma la massima attenzione delle istituzioni nel contrastare le frodi sulla spesa pubblica, specialmente in settori delicati come quello del welfare e dell'accoglienza, dove l'illecito profitto privato va a colpire le fasce più deboli della popolazione.