Nel lavoro del futuro non ci saranno colleghi, ma Avatar
Ci stiamo dirigendo a grande velocità verso una quotidianità sempre più phygital, in cui la separazione tra la realtà e il mondo virtuale apparirà sempre più labile, sempre più nebulosa e sfuggente. A...
Ci stiamo dirigendo a grande velocità verso una quotidianità sempre più phygital, in cui la separazione tra la realtà e il mondo virtuale apparirà sempre più labile, sempre più nebulosa e sfuggente. Al posto delle persone, durante le riunioni e gli incontri di lavoro, appariranno degli avatar, delle maschere – piuttosto grottesche – che portano con sé una vaga somiglianza dei tratti e della fisionomia dell’individuo a cui appartengono, e che saranno completamente prive di una realtà propria. Una delle chiavi di questo processo di trasformazione è la tecnologia 3D, attorno alla quale ruoterà l’aspetto esteriore e la struttura principale dell’avatar, ossia del nostro doppione virtuale.
Il 3D modellerà il nostro futuro
Gli effetti 3D non saranno così soltanto relegati nel mondo del cinema, dove si sperimentano con successo già da diverso tempo, in qualche museo all’avanguardia o nell’universo variopinto dei videogiochi: le figure umane in 3D, una sorta di sosia virtuale dell’individuo, entreranno prepotentemente nella nostra vita quotidiana, a casa e al lavoro, scandendo le nostre giornate con il ritmo dell’innovazione. Per poter ammirare i risultati concreti della tecnologia 3D, un tempo, erano necessari degli occhialini di plastica con delle lenti scure, che immergevano il loro utilizzatore nel multiforme – e a volte terrificante – universo tridimensionale. Ma al giorno d’oggi, gli avatar personali (e dei propri colleghi) si possono vedere anche attraverso piattaforme virtuali come Horizon Workrooms, recentemente lanciata da Facebook con lo scopo di offrire uno strumento innovativo con cui organizzare riunioni e incontri lavorativi, il tutto con i propri avatar. E con Horizon Home, presentato sempre da Facebook nel mese di agosto, le persone avranno a disposizione uno spazio virtuale e in 3D da personalizzare a proprio piacimento, con la possibilità di invitare anche gli avatar dei propri amici.
Non è certamente una coincidenza che Facebook abbia deciso di cambiare il proprio nome in Meta, aprendo le porte a un Il Metaverso in cui le persone, sfruttando la tecnologia 3D, potranno lavorare, divertirsi e interagire con gli avatar dei loro simili, proprio come accade in alcuni videogames. Meta, d’ora in avanti, racchiuderà in sé Facebook, Instagram, Whatsapp e tutti gli altri progetti elaborati dal team di Mark Zuckerberg, e sarà interamente basato sulle potenzialità del 3D.
L’intuizione di Facebook: un Metaverso di Avatar
Anche Microsoft ha iniziato a esplorare il Metaverso: ad appena pochi mesi dalla sua presentazione, avvenuta a marzo, la piattaforma Mesh – specializzata nell’organizzazione di riunioni lavorative da remoto – è stata inglobata da Teams, il noto programma per la gestione delle call e dei meeting di lavoro, portando con sé la possibilità di creare delle rappresentazioni tridimensionali dei propri colleghi di lavoro, dei veri e propri avatar che saranno inseriti in ambienti virtuali in cui sarà possibile incontrarsi, interagire e dialogare, il tutto virtualmente. I frutti della fusione tra Mesh e Teams, con ogni probabilità, si vedranno nei primi mesi del 2022. Ma Microsoft, sulla scia di Facebook (anzi, di Meta) sta iniziando con convinzione a costruire il proprio Metaverso, una sorta di realtà tridimensionale in grado di abbattere ogni barriera tra il fisico e il digitale.
Il termine Metaverso apparve per la prima volta nel 1992, nel romanzo fantascientifico “Snow Crash” scritto da Neal Stephenson. A quel tempo, il termine si riferiva a una realtà virtuale dominata da internet in cui le rappresentazioni delle persone avvengono in 3D, attraverso degli avatar. In questa sorta di universo parallelo dominato dalle tre dimensioni, le persone hanno la facoltà di realizzare ogni sorta di edificio attraverso l’impiego della tecnologia 3D, proprio come sta accadendo ora con la realizzazione di alcuni progetti architettonici nati grazie alle stampanti tridimensionali. Nella corsa al Metaverso si è aggiunto, naturalmente, anche il mondo dei videogiochi, in particolare grazie ai progetti di Epic Games, Roblox e Nvidia.
Da diverso tempo, alcuni dei migliori siti specializzati in slot gratis e giochi da casinò hanno iniziato a proporre esperienze di gioco in 3D, particolarmente adatte a chi ha già apprezzato le animazioni tridimensionali (al cinema o nei videogiochi) e per tutti gli amanti dell’innovazione, ma anche per i curiosi. Con questa modalità di gioco, oltre a sperimentare le slot e i giochi da casinò senza il rischio di perdere un solo euro, i giocatori potranno immergersi in una nuova dimensione piena di magici effetti grafici, accrescendo così il valore complessivo della propria esperienza di gioco. In questo modo, con i giochi gratuiti in 3D, gli utenti impareranno progressivamente a utilizzare ogni genere di gioco, preparandosi efficacemente per le esperienze virtuali con i soldi veri, immergendosi in una piacevole realtà tridimensionale che li coinvolgerà a un livello estremamente profondo.
Anche se non ce ne siamo accorti, la realtà virtuale in 3D è già parte integrante delle nostre vite. E continuerà a forgiare anche il nostro futuro, in maniera graduale, un pixel alla volta.