Napoli, il "funerale" dell'arte di strada contro i divieti
Musicisti e performer sfilano da piazza San Domenico a piazza Dante per protestare contro le sanzioni e il nuovo regolamento comunale.
Questo pomeriggio a Napoli centinaia di artisti di strada hanno dato vita a un corteo di protesta partito da piazza San Domenico Maggiore per denunciare le pesanti restrizioni e le multe introdotte dall’amministrazione comunale. La manifestazione, definita simbolicamente un "funerale dell'arte", ha attraversato il centro storico per ribadire il valore sociale e culturale delle performance urbane contro una normativa giudicata troppo punitiva.
Il cuore della protesta risiede nella contestazione del regolamento che vieta l'uso di piccoli amplificatori e strumenti a percussione, strumenti considerati essenziali dai manifestanti per lo svolgimento della propria attività. Le sanzioni, che possono oscillare tra i 250 e i 500 euro, colpiscono duramente chi vive di arte, trasformando quello che per molti è un presidio di legalità e tradizione in un problema di ordine pubblico. Gli artisti chiedono con forza l'abolizione del comma 4 dell'articolo 12, sottolineando come la musica e il teatro di strada rappresentino una barriera naturale contro il degrado e la delinquenza piuttosto che una minaccia alla quiete cittadina.
Al fianco dei manifestanti è intervenuto anche l'ex sindaco Luigi de Magistris, che ha ricordato come durante il suo mandato la liberalizzazione dell'arte di strada fosse stata una colonna portante del riscatto culturale partenopeo. Secondo l'ex primo cittadino, la gestione attuale commette l'errore di confondere la cultura con le problematiche legate alla sicurezza, ignorando la necessità di un dialogo aperto che porti a regole condivise su orari e decibel senza però soffocare la creatività.
La tensione tra l'amministrazione e i performer si inserisce nel complesso dibattito sulla gestione della movida e sulle recenti ordinanze che limitano l'asporto e gli orari dei locali nel fine settimana. Il comitato degli artisti lamenta una totale mancanza di interlocuzione con il Consiglio comunale, segnalando che una bozza di regolamento più equilibrata, scritta insieme ai diretti interessati, giace ferma da tempo. La giornata si è conclusa a piazza Dante con un grande flash mob musicale che ha trasformato la rabbia della protesta in un concerto collettivo, simbolo di una Napoli che non intende rinunciare alla propria anima artistica.