Morti sul lavoro per Covid in Italia. In 23 mesi di pandemia sono 797

Le denunce di infortunio totali legate al contagio COVID 19 da gennaio 2020 a novembre 2021 sono 185.633. L’incremento registrato a fine novembre rispetto a fine ottobre è dell’1,4% (2.486 infortuni i...

22 dicembre 2021 09:16
Morti sul lavoro per Covid in Italia. In 23 mesi di pandemia sono 797 -
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Le denunce di infortunio totali legate al contagio COVID 19 da gennaio 2020 a novembre 2021 sono 185.633. L’incremento registrato a fine novembre rispetto a fine ottobre è dell’1,4% (2.486 infortuni in più, di cui però sono 1.525 quelli riferibili a novembre, i restanti casi invece sono da ricondurre ai mesi precedenti del 2021 e addirittura del 2020). L’incidenza delle denunce di infortunio rilevate nel mese di novembre rispetto al totale degli infortuni registrati da inizio pandemia è dello 0,8%.

Le donne sono state (e rimangono) più contagiate degli uomini: sono quasi il 70% del totale. Ben al di sopra della media nazionale le percentuali di donne infettate dal Covid sul lavoro nelle regioni del Nord Italia: Valle D’Aosta (77,7%), nella provincia di Trento (77,3%) e in quella di Bolzano (75,6%), in Piemonte (76,2%), in Veneto (73,8%) e in Friuli Venezia Giulia (73,4%).

La fascia d’età maggiormente coinvolta è quella tra i 50 e i 64 anni.

Anche per le denunce di infortunio, così come visto per i decessi, è l’Industria e Servizi il macrosettore più colpito confermando il dato di fine ottobre e con il 96,9% dei casi. Così accade anche per il settore più coinvolto nell’emergenza, ovvero quello della “Sanità e Assistenza Sociale” che fa registrare anche dopo 23 mesi di pandemia (quindi a fine novembre 2021) il più elevato numero di denunce (il 64,8% del totale). A seguire troviamo: il settore dell’Amministrazione Pubblica (vale a dire: attività degli organismi preposti alla Sanità – Asl - e amministratori regionali, provinciali e comunali) con il 9,2% delle denunce; il settore dei Servizi di Vigilanza, Attività di Pulizia, Fornitura di Personale (4,4% delle denunce); Trasporto e Magazzinaggio (3,9%) e le Attività Manifatturiere (3,2% delle denunce).

Nella classifica delle professioni, poi, si confermano anche a fine novembre 2021 in cima alla graduatoria i tecnici della salute con il 37,3% delle denunce di infortuni. Sono loro i lavoratori che hanno subito maggiormente le conseguenze di 23 mesi di pandemia. Seguiti dagli operatori sociosanitari OSS (assistenti nelle case di riposo) con il 18,1% delle denunce; dai medici (8,5%), e dagli operatori socioassistenziali (nelle strutture ospedaliere) 6,8%. E ancora dal 4,7% del personale non qualificato nei servizi sanitari e istruzione (portantini, ausiliari, bidelli); dal 4,7% di impiegati alla segreteria e agli affari generali; dal 2,3% del personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli.

Sempre la Lombardia in testa alla graduatoria delle denunce di infortunio legate al Covid con il 25% del totale nazionale. Seguono: Piemonte 12,9%, Veneto 10,5%, Emilia Romagna 8,4%, Lazio 6,7%, Campania 5,9%, Toscana 5,5%, Liguria 3,9%, Puglia 3,8%, Sicilia 3,4%, Friuli Venezia Giulia 2,5%, Marche 2,4%, Provincia Autonoma di Trento, Abruzzo, Provincia Autonoma di Bolzano e Sardegna 1,6%, Umbria e Calabria 0,8%, Valle D’Aosta e Basilicata 0,5% e Molise 0,3%.

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