Morte del bimbo di 5 mesi ci sono tre indagati per omicidio volontario
Sono tre gli indagati di omicidio volontario per la morte del bimbo di 5 mesi, di Benevento, avvenuta la scorsa settimana al Santobono di Napoli per le conseguenze di un trauma cranico. Gli avvisi di...
Sono tre gli indagati di omicidio volontario per la morte del bimbo di 5 mesi, di Benevento, avvenuta la scorsa settimana al Santobono di Napoli per le conseguenze di un trauma cranico. Gli avvisi di garanzia sono stati emessi dal sostituto procuratore Maria Gabriella Di Lauro, per permettere agli indagati di nominare propri periti in vista dell'autopsia. Indagati sono la mamma del bimbo, la sorella della donna ed il marito. Domani il Pm affiderà al medico legale Emilio D'Oro, che si avvarrà del neurochirurgo Tommaso Tufo della neonatologa Beatrice Leopardo, l'incarico dell'esame, che sarà eseguito domenica mattina. Lo farà in un'udienza nel corso della quale gli indagati sceglieranno come loro specialista il dottore
C'è una prima svolta per la vicenda del piccolo Gabriele, il bimbo di 5 mesi di Benevento morto pochi giorni fa nell'ospedale Santobono di Napoli, dove era arrivato con una profonda ferita alla testa: la madre, la sorella di lei e il marito di quest'ultima sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. Si tratta di un atto dovuto, per consentire gli accertamenti tecnici irripetibili e fare luce sulla tragedia. La Procura individua come parti offese il padre, attualmente detenuto, e la nonna paterna.
Il bimbo viveva con la madre e gli zii in un alloggio popolare del rione Libertà. Il 16 gennaio era stato portato in ospedale per la prima volta; i medici del Fatebenefratelli avevano disposto il ricovero e dalla tac era emerso il trauma cranico. Il 25 gennaio il piccolo era stato ricoverato al Rummo di Benevento, dove una seconda tac aveva confermato che la situazione era più grave di quanto inizialmente sembrasse: emorragia cerebrale. Da lì il trasferimento al Santobono di Napoli in eliambulanza, dove però il bimbo è spirato tre giorni dopo, lo scorso 28 gennaio.
Quando i sanitari avevano chiesto come il bimbo si fosse ferito, i familiari non erano stati in grado di fornire una spiegazione. Prima ai medici, e poi agli inquirenti, avevano raccontato che a causare quel trauma era stata la cuginetta, che lo aveva colpito con una spazzola mentre stavano giocando.