Montella, l’Ospedale di Comunità verso il naufragio
Tra contenziosi legali e un milione di euro già spesi in progettazione, diritto alla salute in Alta Irpinia resta ostaggio della burocrazia
Il progetto dell’Ospedale di Comunità di Montella è ormai a un passo dal baratro. Quella che doveva essere una colonna portante della nuova sanità territoriale irpina rischia di trasformarsi in un monumento allo spreco e all'inefficienza. La scorsa settimana, la Regione Campania ha inviato un ultimatum all’Asl di Avellino: sette giorni per chiarire i nodi legali e amministrativi che bloccano l'opera. Quel termine è scaduto nel silenzio più assoluto, rendendo l'ipotesi della revoca definitiva del finanziamento PNRR non più un timore, ma una probabilità concreta.
Il nodo della discordia: Proprietà e Contenziosi
Al centro della paralisi c'è l’immobile attiguo al Convento di San Francesco a Folloni. La struttura, concessa dal Comune all’Asl, è finita dal 2024 al centro di una dura disputa legale con i Frati Minori Conventuali.
Palazzo Santa Lucia esige risposte chiare su due fronti:
La reale disponibilità del bene: La proprietà deve essere accertata tramite il Fondo Edifici di Culto (FEC) del Ministero dell’Interno.
La trasparenza amministrativa: La Regione contesta la documentazione insufficiente e chiede conto delle verifiche effettuate prima di inserire l’opera nella programmazione, inclusi i dettagli su una procedura di esproprio dai contorni ancora nebulosi.
Un danno erariale all'orizzonte
La situazione non è solo politica, ma assume contorni contabili inquietanti. Ad oggi, sono stati già "bruciati" oltre 1 milione di euro per la sola progettazione di un’opera che, di fatto, non è mai partita. Nonostante un verbale dell’Asl dello scorso 27 febbraio dichiari i lavori come "sospesi", i cantieri non hanno mai visto la luce.
L’Asl è ora stretta in un angolo: deve decidere se annullare le procedure in autotutela per limitare i danni o tentare un riesame degli atti quasi impossibile. Il rischio è che i dirigenti debbano rispondere di un clamoroso danno erariale di fronte alla Corte dei Conti.
L’analisi: Il silenzio assordante dell'Irpinia
Ciò che emerge con forza da questa vicenda non è solo l'incapacità tecnica di gestire i fondi europei, ma una preoccupante "cecità collettiva".
"La perdita di un servizio sanitario non è un problema di confine comunale, ma una sconfitta per l'intero territorio."
Mentre il progetto di Montella vacilla sotto il peso di carte bollate e negligenze, colpisce il disinteresse degli altri sindaci e della politica locale. Nessuno ha sollevato dubbi su una scelta che appariva problematica sin dalle origini. L'Irpinia resta a guardare, immobile, mentre i tempi stretti imposti dall'Europa scadono e il diritto alla salute dei cittadini sfuma nel nulla.
Cosa succederà ora? Senza una svolta immediata nelle prossime ore, la Regione non potrà far altro che procedere alla rettifica finanziaria, cancellando l'intervento dai piani del PNRR. Per l'Alta Irpinia sarebbe l'ennesima occasione sprecata, con l'aggravante di aver perso tempo e risorse pubbliche incalcolabili.