Meno cibo e più e-commerce: la crisi della spesa in Irpinia
L'allarme di Confesercenti Avellino: l'inflazione svuota i carrelli alimentari, mentre resiste solo il web.
Ad aprile 2026, la ripresa dell'inflazione e le tensioni speculative sul settore energetico hanno spinto le famiglie della provincia di Avellino a contrarre drasticamente i consumi alimentari, registrando un calo del 2,2% nei volumi acquistati rispetto allo scorso anno. L'allarme è stato lanciato da Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti, sulla base degli ultimi dati Istat. L'analisi fotografa una contrazione generalizzata che colpisce soprattutto il commercio di prossimità, costringendo i cittadini irpini a ridurre la spesa quotidiana a parità di budget stanziato.
I dati elaborati dall'associazione di categoria mostrano una situazione macroeconomica stagnante su base mensile, con una flessione dello 0,3% in volume rispetto a marzo. Nel confronto annuale, a fronte di una debole crescita nominale del valore speso, i volumi totali continuano a scendere dello 0,3%. A preoccupare maggiormente è proprio il comparto del cibo, dove il calo del 2,2% evidenzia come la pressione sui bilanci familiari stia costringendo le persone a eliminare beni di prima necessità dalla propria lista della spesa.
Questa dinamica riflette una forbice sempre più ampia tra il costo della vita e il potere d'acquisto reale. Sebbene il clima generale del mercato appaia meno drammatico rispetto ai picchi del passato, le bollette energetiche risentono pesantemente dell'instabilità geopolitica internazionale e di fenomeni speculativi. Il risultato è un effetto forzato di razionalizzazione: la spesa complessiva in termini monetari resta invariata, ma il carrello reale si svuota progressivamente, imponendo una severa linea di austerità domestica.
La crisi non colpisce tutti i canali distributivi allo stesso modo, evidenziando una profonda spaccatura nel tessuto commerciale locale. I piccoli negozi di vicinato sono i soggetti che avvertono in modo più acuto la sofferenza economica, mentre la grande distribuzione riesce a reggere l'urto pur mostrando evidenti affanni nei volumi di vendita. L'unico vero segno più arriva dal commercio elettronico, che vola con un balzo dell'8,7% in volume rispetto ad aprile dell'anno scorso e un solido più 9% nel primo quadrimestre.
Esistono tuttavia alcune eccezioni merceologiche che continuano a muoversi in controtendenza sul territorio. I prodotti farmaceutici guidano la crescita con un incremento del 5,2%, spinti anche da un aumento generalizzato dei listini, seguiti dai beni per la cura della persona, dalla profumeria e dall'arredamento, tutti appaiati a quota più 3,4%. Chiudono la striscia positiva la telefonia e l'informatica, che crescono del 2,9% in un contesto in cui, come conclude Marinelli, salvaguardare l'equilibrio e la concorrenza leale tra negozi fisici e digitali è ormai l'unica priorità per evitare il collasso del sistema economico irpino.
Fact Check
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Verificato il: 16 giugno 2026