Masse Mediastiniche in pazienti positivi al SARS-Cov-2. Prudenza nella diagnosi

(Prof. Dott Ugo Cioffi e Alessandro Baisi) Il virus SARS-CoV-2 ha portato una malattia del tutto nuova che è solo in parte conosciuta. Alcune sue manifestazioni, la loro evoluzione e il loro trattame...

12 marzo 2021 08:51
Masse Mediastiniche in pazienti positivi al SARS-Cov-2. Prudenza nella diagnosi -
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(Prof. Dott Ugo Cioffi e Alessandro Baisi) Il virus SARS-CoV-2 ha portato una malattia del tutto nuova che è solo in parte conosciuta. Alcune sue manifestazioni, la loro evoluzione e il loro trattamento non sono ancora note e solo le esperienze acquisite nel tempo potranno portare informazioni utili e indispensabili per la gestione dei pazienti.

In un articolo recentemente pubblicato su Frontiers of Surgery i chirurghi milanesi Cioffi, Baisi, Mazzucco e Caffarena hanno descritto per la prima volta al mondo una particolare complicanza dell’infezione da Covid.

In estrema sintesi, si tratta di una neoformazione mediastinica fortemente sospetta per linfoma comparsa in una paziente poi risultata affetta da infezione Covid. La paziente doveva essere sottoposta a biopsia chirurgica, ma l’intervento è stato rimandato di alcune settimane per i rischi legati alla coesistente infezione virale. Dopo alcune settimane, guarita dal Covid è stato riprogrammato l’intervento chirurgico, ma prima di esso sono state ripetute la TC e la PET (Fig. 1 e 2). Con grande sorpresa dei clinici, il sospetto tumore maligno era scomparso. Si trattava dunque non di un tumore maligno, come tutti gli esami strumentali facevano sospettare, ma di una complicanza collaterale dell’infezione virale, che si è risolta con la guarigione dell’infezione.

Questa prima e importantissima esperienza suggerisce che nei pazienti affetti da Covid la comparsa di neoformazioni mediastiniche di aspetto neoplastico, può essere dovuta all’infezione stessa ed esse possono scomparire alla risoluzione della malattia virale. E’ quindi opportuno essere prudenti nel procedere all’intervento chirurgico di biopsia e ripetere le indagini diagnostiche dopo la guarigione dal Covid.

Riportiamo nel dettaglio il caso clinico, così come riportato sulla importante rivista scientifica internazionale.

Una donna di 50 anni, ex fumatrice, in buona salute, si presentava presso il pronto soccorso dell’Ospedale San Paolo di Milano a marzo 2020 per dolori al collo e al braccio sinistro, in assenza di febbre, tosse o dispnea. All'esame clinico il collo e la parte superiore del braccio sinistro mostravano gonfiore, edema e arrossamento. Dalle indagini eseguite (esami ematici, ecocolordoppler e TC collo-torace con mezzo di contrasto) si evidenziava un quadro di trombosi venosa profonda dell'estremità superiore sinistra (UEDVT) con interessamento della vena ascellare, succlavia e giugulare sinistra, determinata dalla presenza di una massa mediastinica anteriore con compressione della vena anonima sinistra. A questo si associava anche un quadro di tromboembolia polmonare bilaterale segmentaria. In previsione di un ricovero la paziente veniva sottoposta a tampone nasofaringeo SARS-CoV-2, che risultava positivo. Veniva quindi ricoverata e iniziava la terapia per l’infezione Covid con idrossiclorochina, azitromicina e anticoagulante. Per determinare la natura della massa mediastinica eseguiva una PET-TC: l’esame mostrava un intenso assorbimento del radiofarmaco a livello della nota neoformazione, suggerendo una diagnosi di malattia linfoproliferativa. Vista la positività del tampone e il quadro di trombosi venosa e tromboembolia polmonare in atto, si decideva di rinviare la procedura bioptica (biopsia chirurgica in videotoracoscopia) a quando si fosse risolto il quadro clinico in atto. Negativizzato il tampone, prima di ricoverare la paziente per la procedura chirurgica, abbiamo deciso di ripetere la PET-TC: l’esame mostrava una completa regressione della lesione mediastinica, confermata anche da una TC con mezzo di contrasto, la quale evidenziava inoltre una risoluzione dell'UEDVT e della tromboembolia polmonare.

È interessante quindi notare come, se inizialmente la massa mediastinica era fortemente sospetta per malattia linfoproliferativa, con la risoluzione del SARS-CoV-2 è scomparsa, trattandosi probabilmente di una linfoadenopatia mediastinica reattiva all’infezione in atto. Infatti, secondo un rapporto dell’OMS, le manifestazioni cliniche da SARS-CoV-2 possono essere estremamente variabili. La nostra esperienza suggerisce quindi che, nei pazienti con SARS-CoV-2 affetti da massa mediastinica, la valutazione radiologica deve essere ripetuta dopo la risoluzione della malattia virale, prima di procedere a procedure chirurgiche.

FONTE:

Alessandro Baisi, Alessandra Mazzucco, Giovanni Caffarena, Gerardo Cioffi, Angelo Guttadauro, and Ugo Cioffi.Mediastinal mass in SARS-Cov-2. A word of Caution. Frontiers in Surgery 2021; febbraio

https://doi.org/10.3389/fsurg.2021.648759

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