Maria Licciardi non risponde alle domande del Gip Savio

Alle ore 10.00 di stamattina Maria Licciardi è stata collegata in video conferenza dalla casa circondariale di Roma-Rebibbia con l’aula di udienza del Giudice delle indagini preliminari presso il Trib...

09 agosto 2021 15:44
Maria Licciardi non risponde alle domande del Gip Savio -
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Alle ore 10.00 di stamattina Maria Licciardi è stata collegata in video conferenza dalla casa circondariale di Roma-Rebibbia con l’aula di udienza del Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Roma dott. Valerio Savio.

All’esito del decreto di fermo - eseguito ieri mattina all’aeroporto di Ciampino in quanto la donna stava per volare in Spagna con un biglietto di sola andata -, la legge prevede che la persona fermata debba essere interrogata dal Giudice, il quale è poi chiamato a decidere se convalidare il fermo nonché se emettere o meno ordinanza di custodia cautelare.

Le accuse mosse dal pool della direzione distrettuale antimafia sono pesanti : ruolo verticistico in seno ad una vastissima associazione a delinquere di tipo mafioso operante dal 2016 con condotta tuttora in atto, riciclaggio, estorsione e turbativa d’asta.

Va rilevato che nella precedente inchiesta ove veniva contestato a Maria Licciardi il medesimo ruolo di direzione ed organizzazione della nota compagine denominata “Alleanza di Secondiglano” per il periodo precedente, precisamente dal 2009 al 2016, la difesa, rappresentata dall’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli, ottenne un successo pieno, prima con il clamoroso annullamento della ordinanza di custodia cautelare in costanza della latitanza del boss in gonnella, poi addirittura con il decreto di archiviazione di tutte le accuse inizialmente mosse.

Chiuso qual procedimento, successivamente, il qualificato gruppo di autorevoli magistrati inquirenti, rappresentato dalle dottoresse Carrano, Loreto, Serio, guidate dal Procuratore Capo Giovanni Melillo, grazie ad un lavoro certosino, ha aperto un nuovo e diverso procedimento, contestando una nuova accusa alla Licciardi, quella di aver diretto ed organizzato sì la medesima consorteria criminale, ma dal 2016 in avanti.

Oggi, nella stanza del penitenziario capitolino, colei che ha vissuto per mezzo secolo il mondo della criminalità organizzata campana con ramificazioni anche all’estero, era chiamata a decidere se rispondere alle domande del Giudice o avvalersi della facoltà di non rispondere.

Nel corso dell’udienza sia il Giudice che l’accusata hanno preso atto del pervenimento della dichiarazione scritta di non accettazione dell’importantissimo incarico difensivo da parte dell’avvocato Dario Vannetiello, motivato dal fatto che il predetto penalista - che ha già rinunziato anche di recente a numerosissime richieste di assistenza relative a procedimenti di criminalità organizzata pendenti innanzi ai Giudici territoriali - oramai come nuovi incarichi accetta solo difese innanzi ai Supremi Giudici della Corte di Cassazione, circostanza questa già nota anche al Giudice capitolino procedente, dott. Valerio Savio.

La difesa della accusata è stata comunque garantita dalla presenza dell’avvocato Eduardo Cardillo.

Alla luce della pluralità delle contestazioni ed alla luce della complessità dei fatti, Maria Licciardi ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

All’esito dell’udienza il Giudice dott. Valerio Savio si è riservato di decidere sulla richiesta di applicazione della custodia cautelare in carcere, decisione prevista nelle prossime ore.

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