Maddaloni si ferma per l’addio a Sofia: “Ciao Boss”, l’ultimo canestro della quindicenne solare

Una folla commossa ha riempito la chiesa dell’Annunziata per i funerali di Sofia Di Vico, la giovane cestista scomparsa tragicamente a Ostia.

A cura di Redazione
06 aprile 2026 12:07
Maddaloni si ferma per l’addio a Sofia: “Ciao Boss”, l’ultimo canestro della quindicenne solare -
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Il silenzio di una città ferita ha accompagnato, questa mattina, l’ultimo viaggio di Sofia Di Vico. Maddaloni si è fermata per rendere omaggio alla quindicenne, promessa del basket, strappata alla vita la scorsa settimana da un sospetto shock anafilattico mentre si trovava a Ostia.

Un’intera comunità in preghiera

Già dalle prime ore del mattino, la Chiesa dell’Annunziata è diventata il cuore pulsante di un dolore collettivo. All’interno, nei primi banchi, i genitori e i nonni di Sofia, pietrificati da una sofferenza a cui è difficile dare un nome. Attorno a loro, una marea di volti giovani: i compagni di classe del Liceo Cortese e le amiche di squadra, quelle con cui Sofia condivideva sudore, sogni e la passione per la palla a spicchio.

Il ricordo del "Boss" con il numero 30

Il mondo dello sport, che per Sofia era una seconda casa, è stato protagonista anche nel momento del commiato. Molti ragazzi hanno indossato una t-shirt bianca, semplice e potente: sul petto la scritta "Ciao boss" e sulla schiena il numero 30, quello che Sofia portava in campo.

Non era solo un soprannome, ma il riconoscimento di una leadership gentile. Chi l’ha conosciuta la descrive come:

  • Solare e gentile: Una ragazza capace di illuminare l’ambiente circostante.

  • Esempio di sportività: Una giovane che metteva i valori del gruppo davanti ai successi personali.

  • Altruista: Sempre pronta a fare un passo indietro per lasciare spazio agli altri, ma in prima linea quando c'era bisogno di aiutare qualcuno.

Il lutto cittadino

L'amministrazione comunale ha proclamato per oggi il lutto cittadino, interpretando il sentimento di smarrimento dell'intera comunità casertana. In chiesa, accanto alla bara bianca, era presente il Gonfalone del Comune, rappresentato dal presidente del Consiglio comunale, Angelo Campolattaro.

L'uscita del feretro è stata accolta da un lungo applauso e dal volo di palloncini, un ultimo saluto a una ragazza che, nonostante la brevissima vita, è riuscita a lasciare un segno profondo nel cuore di chiunque l'abbia incrociata sul parquet o tra i banchi di scuola.

“Il basket era la sua vita, ma la sua umanità resterà il canestro più bello.”

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