L’Orrore delle Foibe: Giorno del ricordo

(Franco Petraglia)Credo che sia un dovere etico e morale ricordare, il 10 febbraio di ogni anno, i massacri delle foibe, con l’obiettivo di non perdere la memoria storica dei militari e civili italian...

18 febbraio 2021 17:20
L’Orrore delle Foibe: Giorno del ricordo -
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(Franco Petraglia)Credo che sia un dovere etico e morale ricordare, il 10 febbraio di ogni anno, i massacri delle foibe, con l’obiettivo di non perdere la memoria storica dei militari e civili italiani autoctoni che tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1947- per mano dei partigiani jugoslavi- vennero imprigionati e gettati nelle cavità carsiche dell’Istria e della Dalmazia. Primo Levi scrisse:” Se comprendere è difficile, conoscere è necessario”. Furono delle sofferenze e dolori, fino a una morte atroce, inflitte a italiani assolutamente immuni da ogni colpa. Molti storici sostengono che vi fu un moto di odio e furia sanguinaria dai contorni di una vera e propria “pulizia etnica”. No, quindi, alla vigliaccheria dei negazionisti che insistono: “Macchè foibe erano pozzi”. E lo spirito della celebrazione vuole proprio che onoriamo la memoria di queste vittime e al tempo stesso sentirci vicini ai familiari per questa disumana ferocia delle foibe: una delle barbarie del secolo scorso. Tuttavia, a distanza di tanti anni, ritengo che bisogna guardare avanti e lasciare alle spalle odi e rancori. In altre parole, dobbiamo costruire una prospettiva di feconda collaborazione sulle diverse sponde dell’Adriatico, basata sulla fiducia, sulla comprensione, sulla pace, sulla libertà. Parole sante, quindi quelle del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del Giorno del Ricordo:” Il passato non si cancella. Ma è doveroso assicurare ai giovani di queste terre il diritto a un avvenire di pace e di prosperità. La ferma determinazione di Slovenia, Croazia e Italia di realizzare una collaborazione sempre più intensa nelle zone di confine costituisce un esempio di come la consapevolezza della ricchezza della diversità delle nostre culture e identità sia determinante per superare le pagine più tragiche del passato e aprire la strada a un futuro condiviso”.

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