L'impatto dell'addio di Giuntoli e Spalletti sul Napoli: Cosa aspettarsi?

Uno scudetto atteso 33 anni e finalmente arrivato. A Napoli continua senza sosta la festa per il terzo tricolore della storia del club partenopeo, che dovrebbe durare almeno per tutto il prossimo camp...

03 luglio 2023 17:51
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Uno scudetto atteso 33 anni e finalmente arrivato. A Napoli continua senza sosta la festa per il terzo tricolore della storia del club partenopeo, che dovrebbe durare almeno per tutto il prossimo campionato, salvo proroghe per eventuale bis. Ma il trionfo non è coinciso con una volontà da parte di alcuni dei protagonisti principali di rimanere nel capoluogo campano anche per la prossima stagione, nonostante obiettivi prestigiosi all’orizzonte. Su tutti quella Champions League che, ad un certo punto della passata annata, stando alle quote delle scommesse sportive, sembrava addirittura alla portata della squadra azzurra, fermatasi quasi a sorpresa contro il Milan nei quarti di finale. Quindi, l’obiettivo minimo della prossima edizione della competizione sarà inevitabilmente l’approdo alle semifinali, se non alla finalissima. Ma la vera notizia è che, come detto, alcuni dei più importanti artefici della cavalcata trionfale napoletana non faranno parte del club l’anno prossimo. In attesa di scoprire cosa succederà a livello di giocatori, con i pezzi pregiati tutti presi d’assalto dalle squadre top d’Europa, come nel caso di Kim ad un passo dal Bayern Monaco, i due addii certi riguardano la parte tecnica: Luciano Spalletti e Cristiano Giuntoli. Parliamo dell’allenatore e del Direttore Sportivo del Napoli campione d’Italia 2022/2023. Se il primo è già lontano da qualche settimana da Castel Volturno, per il secondo sembra essere solo una questione di ore.

Spalletti e Giuntoli: i motivi dell’addio

Per quanto riguarda la scelta dell’allenatore, già ufficializzata da giorni, si è detto e scritto tanto. Ad aver portato Spalletti a scegliere di lasciare il Napoli dopo la vittoria dello Scudetto sarebbero stati alcuni atteggiamenti del presidente del club, Aurelio De Laurentiis, sia nel corso di questa che della passata stagione. Il primo episodio, infatti, risalirebbe alla sconfitta subita in rimonta contro l’Empoli in terra toscana nell’aprile del 2022. Gli azzurri campani, in vantaggio per 2-0, si erano fatti recuperare e addirittura superare dai padroni di casa, perdendo così per 3-2. E’ vero che il tricolore era già irraggiungibile, ma quello che non piacque al patron del club fu l’atteggiamento messo in campo nel secondo tempo dalla squadra, con tanto di decisione di istinto di voler esonerare Spalletti dall’incarico con effetto immediato. A calmare gli animi ci pensarono gli altri dirigenti, Giuntoli in primis, che evitarono il licenziamento in tronco del tecnico toscano, forte anche del terzo posto in classifica che valse la qualificazione alla Champions League. Se lì il rapporto si era già incrinato, questo si è sgretolato definitivamente a qualche giornata dalla fine del campionato 2022/2023, quando il tecnico di Certaldo venne a sapere che l’opzione del rinnovo del suo contratto con il Napoli era stata esercitata dalla società via PEC e non al termine di un colloquio formale e dal vivo tra le parti. Un atteggiamento, questo, non gradito da Spalletti, che decise in quel momento che la sua avventura ai piedi del Vesuvio si sarebbe conclusa al termine della stagione. Così è stato. L’addio di Giuntoli, ugualmente, sarebbe legato ad un episodio molto simile a quello accaduto di recente all’allenatore toscano. Il Direttore Sportivo del Napoli, infatti, sarebbe venuto a sapere il nome del nuovo coach partenopeo solamente attraverso i social network. Come un qualsiasi tifoso, insomma, invece che dopo un confronto con la società. Un motivo, questo, che avrebbe spinto Giuntoli a chiedere al club di poter rescindere con un anno di anticipo il contratto, per poter raggiungere la sua nuova destinazione: la Juventus. Tra l’altro, sembra che l’ormai ex dirigente napoletano abbia dovuto pagare una sorta di penale a De Laurentiis per poter andare a Torino, rinunciando a diversi arretrati del proprio stipendio e ad alcuni bonus previsti dal raggiungimento di meriti sportivi, tra cui lo Scudetto. Fatto sta che, dopo un tira e molla durato settimane, l’affare si sia definitivamente sbloccato, con l’annuncio della rescissione del contratto e il passaggio di Giuntoli alla Juventus che dovrebbero arrivare al più tardi all’inizio della prossima settimana, quando, guarda caso, si aprirà il calciomercato.

Napoli, cosa aspettarsi ora

Quindi, non stiamo parlando di due addii banali, bensì di due perdite di altissimo livello per il Napoli e che, inevitabilmente, potrebbero avere degli impatti non indifferenti. Per quanto non per forza in senso negativo. Certo, il gioco assimilato dalla squadra partenopea grazie a Spalletti dovrà essere dimenticato in fretta, dato che in città c’è un nuovo allenatore, Rudi Garcia, che fa giocare le proprie formazioni in modo totalmente diverso, a partire dal modulo, rispetto al coach toscano. Quindi, le scelte del francese influenzeranno un mercato che verrà condotto ancora non si sa bene da chi, creando inevitabilmente ritardi nel concludere le trattative e mettendo il Napoli dal lato debole delle contrattazioni, almeno all’inizio. Non è un caso che molti top club europei abbiano approfittato del momento per provare a bussare alle porte di Castel Volturno per chiedere informazioni sui vari Lozano, Lobotka, Zielinski, Osimhen eccetera. Il sostituto di Giuntoli, infatti, è ancora da cercare, per quanto fonti locali abbiano fatto capire che la soluzione potrebbe essere interna. Una sorta di task force che vedrebbe al comando l’attuale Amministratore Delegato Chiavelli, accompagnato nelle sue scelte dagli scout Micheli e Mantovani, oltre che dal direttore del reparto marketing Antonio Sinicropi. Tutti i nomi fatti sanno bene come Giuntoli ragionava sul mercato e sapranno sicuramente andare alla ricerca di profili ideali per sostituire eventuali partenti. Come nel caso di Kim e, forse, Osimhen, corteggiato follemente dal PSG, rispettando anche le esigenze di formazione espresse da Garcia. Tra gli aspetti positivi, quindi, potrebbero esserci una ventata di freschezza nelle idee di gioco portate dall’ex tecnico della Roma e una considerazione polivisionale del mercato fatta da diversi uomini insieme. Certo è che tutti dovranno muoversi nella medesima direzione: confermare il Napoli al vertice del calcio italiano ed europeo, evitando quello che è successo di recente al Milan. I rossoneri, infatti, dopo la vittoria dello Scudetto due anni fa, si sono ritrovati impelagati in una lotta Champions, che li ha visti arrivare quarti solo nello sprint finale della stagione, con una semifinale all’attivo ma un distacco abissale dal primo posto. Kvara e compagni, invece, sognano il bis tricolore.

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