Le mondine dimenticate: il riscatto delle donne di Pannarano

Il libro d'esordio di Assunta Pagnozzi racconta il viaggio e i sacrifici delle lavoratrici del Sud emigrate nelle risaie del Nord.

A cura di Redazione
29 maggio 2026 19:27
Le mondine dimenticate: il riscatto delle donne di Pannarano -
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Negli anni Trenta del Novecento, centinaia di donne partirono da Pannarano, in provincia di Benevento, per raggiungere le risaie del Nord Italia, dove affrontarono turni di lavoro massacranti per garantire la sopravvivenza delle proprie famiglie. È questo il cuore di Nel fango a testa alta, il libro d'esordio di Assunta Pagnozzi, che ricostruisce attraverso una paziente ricerca storica e memorialistica un capitolo del tutto inedito della migrazione interna italiana. L'autrice restituisce finalmente voce e dignità a un'intera generazione di lavoratrici che hanno contribuito a ridefinire l'identità della propria comunità d'origine.

L'opera si sviluppa lungo le direttrici di un viaggio faticoso, fisico ed emotivo, che strappa queste donne alla propria terra per proiettarle in una realtà estranea e ostile. Con le gambe immerse nell'acqua gelida e la schiena piegata per ore sotto il sole, le protagoniste sperimentano la durezza di una quotidianità segnata da alloggi di fortuna e privazioni. Eppure, proprio all'interno di questa cornice di sofferenza, il fango delle risaie diventa il terreno fertile in cui germoglia una straordinaria rete di solidarietà e resistenza femminile, capace di trasformare la sottomissione in una silenziosa ma potente dichiarazione di indipendenza.

Il legame con questa vicenda non è solo storico, ma profondamente personale per l'autrice, la cui sensibilità è stata modellata dai racconti della madre, ex mondina. Pagnozzi, laureata in Giurisprudenza e oggi alla guida di un'azienda agricola locale, incanala in queste pagine il suo viscerale attaccamento al territorio sannita. La sua esperienza professionale e la sua passione per la terra diventano così la chiave di lettura per decifrare l'orgoglio di quelle contadine del secolo scorso, offrendo uno sguardo ravvicinato e privo di retorica su una fatica che l'autrice stessa, per vie diverse, conosce e rispetta.

Nel fango a testa alta si configura in definitiva come un necessario atto di giustizia storica, un tributo a tutte le donne del Mezzogiorno che hanno costruito il futuro senza mai piegare la testa davanti alle avversità. Il volume non si limita a documentare il passato, ma apre una riflessione attuale sul valore della memoria collettiva e sul debito di gratitudine che la società odierna ha nei confronti di queste pioniere del lavoro. La narrazione fluida e l'intensità delle testimonianze raccolte trasformano una cronaca familiare in un patrimonio condiviso, salvando dall'oblio una storia di riscatto che merita di essere ricordata.

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