Lavoro minorile: l’allarme di ANMIL in Italia e nel mondo
I nuovi dati sullo sfruttamento e l'impennata degli infortuni tra gli under 18 impongono una riflessione urgente sui consumi globali.
Oggi, in occasione della Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile, l’ANMIL ha lanciato a Roma una dura campagna di sensibilizzazione per denunciare lo sfruttamento lavorativo che, a causa di disuguaglianze economiche e povertà educativa, vede attualmente coinvolti milioni di bambini nel mondo e oltre ottantamila minori nella sola Italia, con lo scopo di spingere i cittadini verso un consumo etico e le istituzioni verso un contrasto efficace del caporalato.
Il fenomeno dello sfruttamento dei più piccoli ha raggiunto proporzioni drammatiche a livello globale, come confermato dalle recenti stime di ILO e UNICEF che contano ben 138 milioni di minori costretti a lavorare, dei quali oltre un terzo è impiegato in attività gravemente pericolose per la salute e la sicurezza. Questa piaga si concentra prevalentemente nel settore agricolo, dove le discriminazioni geografiche e migratorie costringono intere generazioni all'abbandono dell'infanzia per sostenere le filiere agroalimentari internazionali. Accanto all'agricoltura, l'industria del fast fashion sfrutta la contrazione dei salari reali nei Paesi occidentali, seducendo i consumatori con prezzi stracciati e occultando il dramma umano che si cela dietro i canali di produzione di massa.
Nel contesto italiano il dramma si consuma a pochi passi dalle nostre case, dove l'inasprimento delle disuguaglianze sociali e la povertà educativa spingono un numero sempre maggiore di adolescenti verso i circuiti del lavoro irregolare e del caporalato. Le recenti indagini sul territorio nazionale, segnate anche dalle drammatiche condizioni riscontrate ad Amendolara, rivelano che migliaia di ragazzi e ragazze, spesso appartenenti a nuclei familiari vulnerabili o di origine straniera, abbandonano precocemente la scuola per essere impiegati direttamente nelle attività di raccolta nei campi, crescendo in baraccopoli e insediamenti degradati che violano apertamente i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale.
A confermare la gravità di questa emergenza nazionale sono i dati ufficiali analizzati da ANMIL sugli infortuni consolidati dell'ultimo quinquennio, i quali registrano una crescita esponenziale degli incidenti sul lavoro tra gli under 18, passati da poco più di milleduecento denunce a quasi tremiladuecento casi in pochissimi anni. Questa escalation ha colpito in modo particolarmente drammatico la componente femminile, con un incremento che ha visto più che triplicare gli infortuni tra le giovani lavoratrici. Si tratta di un quadro parziale ma già terrificante, che esclude l'enorme buco nero del lavoro sommerso e completamente privo di tutele dove la mancanza di controlli espone i minorenni a rischi gravissimi per la propria incolumità.
Di fronte a questa coazione a ripetere, la posizione espressa dal Presidente Nazionale dell'Associazione, Amedeo Bozzer, richiama i cittadini a un duplice sguardo che unisca la consapevolezza del nostro ruolo di consumatori globali alla vigilanza sul territorio di prossimità attraverso l'adozione di un manifesto etico condiviso. Contrastare l'iniquità del lavoro minorile e bloccare la circolazione di merci macchiate dallo sfruttamento non è più soltanto una scelta economica, ma rappresenta l'avvio di una necessaria rivoluzione di giustizia sociale volta a garantire un futuro dignitoso e la protezione dei diritti inalienabili di ogni lavoratore e dei suoi figli.
Fact Check
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Verificato il: 12 giugno 2026