Lavoro minorile, infortuni in forte aumento: l'allarme dell'UNICEF

Nel nuovo report l'istituto evidenzia il raddoppio dei lavoratori tra i 15 e i 17 anni e l'urgenza di tutele reali.

A cura di Redazione
12 giugno 2026 09:33
Notizia verificata · Fonte: Unicef · Vedi fonti
Lavoro minorile, infortuni in forte aumento: l'allarme dell'UNICEF -
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Oggi in Italia l'UNICEF ha presentato il quarto rapporto statistico sul lavoro minorile per accendere i riflettori sui rischi e sulla sicurezza dei lavoratori giovanissimi sul territorio nazionale. I dati emersi dall'analisi, che incrocia le banche dati di INPS, ISTAT e INAIL, evidenziano un raddoppio dei lavoratori tra i 15 e i 17 anni nel quinquennio recente, sollevando forti preoccupazioni sulla distanza tra il riconoscimento formale dei diritti e la loro attuazione pratica. Durante il convegno online organizzato per l'occasione, l'organizzazione ha sottolineato la necessità di un nuovo approccio metodologico che tuteli la salute fisica e psicologica dei minori.

La crescita della popolazione lavorativa tra i minorenni fotografa una realtà in profonda trasformazione geografica e settoriale. Tra il 2020 e il 2025 il numero dei ragazzi occupati di età compresa tra i 15 e i 17 anni è più che raddoppiato, passando da 35.505 a 81.565 unità, concentrandosi soprattutto nel lavoro dipendente e nel comparto agricolo. Allargando lo sguardo fino ai 19 anni di età, il volume dei lavoratori ha raggiunto quota 427.072 nel 2024, con la Lombardia a guidare la classifica nazionale per numero di occupati, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna. L'incidenza demografica più elevata si registra tuttavia nelle regioni settentrionali del Trentino-Alto Adige e della Valle d'Aosta, delineando una mappa della partecipazione produttiva giovanile estremamente diversificata lungo la penisola.

Il forte incremento delle attività occupazionali si riflette in modo diretto sull'andamento delle denunce di infortunio arrivate all'INAIL negli ultimi anni. Per la fascia tra i 15 e i 17 anni si è passati dalle 5.815 denunce del 2020, un dato fortemente condizionato dalle restrizioni della pandemia, alle oltre 18.600 registrate nel 2024. Questo incremento percentuale del tasso di infortunio, che tocca il 22,79% nell'ultimo anno, non indica necessariamente un peggioramento delle condizioni strutturali, ma risente del ripristino dei normali livelli di esposizione al rischio e di una maggiore aderenza agli obblighi di segnalazione da parte delle imprese, favorita da controlli più stringenti.

L'analisi estesa fino ai 19 anni d'età mostra una stabilità complessiva nei volumi degli infortuni su scala nazionale, ma svela dettagli drammatici sul fronte dei casi più gravi. Nel quinquennio esaminato sono state presentate oltre 330.000 denunce totali, la maggior parte delle quali ha interessato i minori entro i 14 anni di età, legati prevalentemente all'ambito scolastico. Le denunce con esito mortale sono state complessivamente 92 nel periodo analizzato, di cui la quasi totalità ha colpito la fascia d'età tra i 15 e i 19 anni, confermando l'urgenza di interventi mirati alla salvaguardia della vita dei giovani lavoratori.

Il divario di genere emerge in modo evidente anche nell'analisi delle retribuzioni medie settimanali percepiti dai lavoratori entro i 19 anni. Sebbene la componente femminile abbia registrato una crescita percentuale complessiva del 12,2% nel periodo considerato, superando il ritmo di crescita della controparte maschile, la forbice economica resta strutturale. I dati del 2024 confermano infatti che i ragazzi percepiscono una retribuzione media di 335 euro a fronte dei 267 euro guadagnati dalle ragazze, evidenziando una disparità salariale che si manifesta fin dall'ingresso nel mondo del lavoro.

A fronte di questo scenario, l'UNICEF propone l'adozione di un Documento di valutazione del rischio aggiornato e specificamente dimensionato per il lavoro minorile, uno strumento ad oggi non richiesto dalla legge italiana. Le evidenze statistiche dimostrano che le attuali misure di protezione non sono bastate a garantire l'integrità dei più giovani, rendendo necessario un modello che integri i fattori psicosociali del minore e del suo contesto operativo. Proteggere i ragazzi dallo sfruttamento economico e dai rischi per la salute rimane un diritto non negoziabile che richiede una rinnovata sensibilità istituzionale.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 12 giugno 2026

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