Lavori di demolizione al Ponte Morandi: la camorra non c’era.

Nell’estate del 2019 tutti gli organi di stampa diedero una informazione preoccupante, relativa all’arresto di due imprenditori per i lavori di demolizione del Ponte Morandi, accusati del reato di int...

25 febbraio 2024 07:52
Lavori di demolizione al Ponte Morandi: la camorra non c’era. -
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Nell’estate del 2019 tutti gli organi di stampa diedero una informazione preoccupante, relativa all’arresto di due imprenditori per i lavori di demolizione del Ponte Morandi, accusati del reato di intestazione fittizia, reato aggravato dal metodo mafioso. Varlese Ferdinando, imprenditore con precedenti penali, era ritenuto il reale gestore di fatto della società Tecnodem, la quale aveva preso in sub appalto gli importanti lavori di demolizione, società in “odore di mafia” che l’imprenditore avrebbe intestato solo formalmente alla consuocera Marigliano Consiglia. L’ipotesi accusatoria formulata dalla direzione distrettuale antimafia di Genova, fondata su intercettazioni telefoniche e rafforzatasi grazie alla ammissione dei fatti da parte di Varlese in sede di interrogatorio, fu devastante, atteso che la società fu non solo estromessa dai lavori, ma subì il totale sequestro di beni immobili e dei conti correnti sui quali vi erano consistenti somme di denaro.

L’accusa resse sia in primo grado che in appello, ma ricevette poi una prima battuta di arresto in quanto, in accoglimento del ricorso proposto dal cassazionista Dario Vannetiello, la seconda sezione della Suprema Corte annullò la sentenza di condanna ad anni 3 e mesi 4 di reclusione, ordinando un nuovo giudizio innanzi alla Corte di appello. La polverizzazione dell’ accusa è completamente avvenuta nel nuovo giudizio svoltosi innanzi alla Corte di appello territoriale – terza sezione penale – la quale, condividendo le articolate ragioni giuridiche formulate dall’avv. Vannetiello, ha assolto gli imprenditori revocando anche la precedente confisca dei beni, quindi ordinando la restituzione dei beni immobili e del denaro presente sui conti correnti agli aventi diritto.

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