La Preghiera è l'Arma piu' Potente contro il Conflitto tra Russia e Ucraina
( Franco Petraglia ) Le notizie che arrivano dal teatro di guerra in Ucraina sono raccapriccianti. Il bilancio dei morti continua ad aggravarsi dopo sette giorni di continui attacchi e bombardamenti....
( Franco Petraglia ) Le notizie che arrivano dal teatro di guerra in Ucraina sono raccapriccianti. Il bilancio dei morti continua ad aggravarsi dopo sette giorni di continui attacchi e bombardamenti. Fuga di massa della gente ucraina, terrorizzata da questo conflitto. Morti anche decine di bambini che nulla hanno a che fare con questa assurda battaglia. Per non parlare dell’enorme dolore e delle sofferenze che si moltiplicano di minuto in minuto. Salvador Allende diceva: “Contro la forza la ragion non vale”. E questo sembra esattamente l’atteggiamento di Putin nei confronti degli ucraini: attacchi ingiusti e ingiustificati che vanno contro ogni principio etico-morale e negano il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza di un popolo. Visto il clima di belligeranza che non accenna a smorzarsi tra russi e ucraini, credo, come fervente cattolico e amante della pace, che la preghiera sia l’arma più potente con cui possiamo difenderci in battaglia e scongiurare tutti i mali che affliggono l’intera umanità. Bisogna avere più fiducia nella Provvidenza, nella grazia dello Spirito Santo, che sa scrivere dritto anche sulle righe storte. Non a caso Papa Francesco ha invitato tutti a fare il 2 marzo scorso una Giornata di digiuno per la pace. Ha incoraggiato in modo speciale i credenti perché in quel giorno si dedicassero intensamente alla preghiera e al digiuno. Il pontefice ci ha inoltre esortati a continuare a credere che un atto d’amore possa fermare la mano di chi vuole far del male. Del resto, già una volta, l’appello alla pace di un papa è riuscito a fermare le bombe. Era il 25 ottobre del 1962, gli Stati Uniti e l’allora Unione sovietica stavano sfiorando il conflitto atomico per i missili sovietici installati a Cuba, alle porte dell’America. Un messaggio di pace dell’allora papa Giovanni XXIII spinse i presidenti Kennedy e Kruscev a scegliere la via della distensione e non la guerra. Abbiamo, anzi, il dovere di continuare a sperare. Facciamo nostro il motto di San Paolo: “ Spes contra spem (“la speranza contro ogni speranza”).Prevalgano la concordia fraterna e la via pacifica del dialogo. Teniamo bene in mente che amare la pace, la serenità, oltre che bello, è vera civiltà.