La Pagliuzza e la Trave, di Giuseppe Ilario candidato sindaco Rotondi Unita

Cari concittadini,fare il candidato sindaco è un’esperienza che tutti potete immaginare, ma la cui durezza si conosce veramente soltanto quando si è protagonisti, quando si è candidati in prima person...

21 settembre 2021 18:31
La Pagliuzza e la Trave, di Giuseppe Ilario candidato sindaco Rotondi Unita -
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Cari concittadini,

fare il candidato sindaco è un’esperienza che tutti potete immaginare, ma la cui durezza si conosce veramente soltanto quando si è protagonisti, quando si è candidati in prima persona. Ho studiato da tempo la situazione di Rotondi per presentare un programma che cambiasse in meglio la vita di tutti, e nel corso di questi mesi non mi sono sottratto agli incontri con nessuno di voi per fare tesoro dei vostri suggerimenti. Quando la scorsa settimana un amico si è offerto — per farmi guadagnare tempo — di aiutarmi a stendere il discorso del mio primo comizio pubblico ho accettato con sollievo. Le parole che mi ha portato erano così belle e pregnanti che me ne sono innamorato, le ho sentite mie, erano come mie; non sono intervenuto in alcun modo e ho deciso di leggerle così com’erano. Poi, il fulmine a ciel sereno: con sconcerto ho appreso che erano copiate dal discorso di qualche anno fa di un altro politico e adesso, se non lo sapevate, lo sapete anche voi. La faccenda è paradossale, lo ammetto senza remore, ma la mia coscienza nei vostri confronti rimane trasparente, leale. Perché — vedete — io a quelle parole credo sino in fondo: quei concetti, del resto, non sono soltanto i miei, ma li sento eterni e collettivi, quindi potenzialmente di tutti. Quindi vostri se li condividete e miei perché li condivido. Su questo argomento, a parte che scusarmi con Paolo Foti per l’uso improprio non dei pensieri espressi, ma delle frasi riportate dal mio amico senza virgolette, a parte queste nella sostanza non ho niente da rinnegare. È stata la leggerezza di un momento dovuta alla stanchezza, e comunque quelle parole riguardavano concetti generali: non avevano niente a che fare con la realtà locale. Tutto ciò che riguarda Rotondi, la realtà effettiva di Rotondi, è stata sviscerata nella mia lettera a voi, datata 2 gennaio
2021, e nel programma, che ho reso pubblico nel mese di marzo. I miei avversari sanno bene che lì dentro non c’è una sola parola che non sia mia, e si guardano bene dal mettere quello in discussione. Si attaccano a un peccato veniale, quando loro portano sulle spalle l’ignavia di aver lasciato a se stesso il nostro bel paese per sette lunghi anni: il vecchio trucco
dell’indicare la pagliuzza nell’occhio dell’altro, dimenticando la trave che trapassa il loro. Sulle intenzioni di governo si giudicano i candidati sindaci, e in base a quello chiedo il vostro voto. A tutti do appuntamento al prossimo comizio, domenica 26 settembre: non mancate, ci divertiremo molto.

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