La Corte di cassazione annulla condanne pari a mezzo secolo di carcere

La Suprema Corte, sesta sezione penale, accogliendo in pieno gli argomenti giuridici enucleati dal cassazionista Dario Vannetiello del Foro di Napoli, ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna...

18 gennaio 2023 06:43
La Corte di cassazione annulla condanne pari a mezzo secolo di carcere -
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La Suprema Corte, sesta sezione penale, accogliendo in pieno gli argomenti giuridici enucleati dal cassazionista Dario Vannetiello del Foro di Napoli, ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna per narcotraffico emessa a carico di Vito Martiradonna, settantaquattrenne barese noto alle cronache giudiziarie, soprannominato “Vitino l’Enel”. La sentenza di condanna ad anni 13 di reclusione nei suoi confronti fu emessa dal Tribunale di Bari in data 20.05.2013. Nel giudizio di secondo grado, conclusosi in data 13.09.21 innanzi alla seconda sezione penale presso la Corte di appello di Bari, sia per Martiradonna che per i coimputati Scaranello Antonio, Stojanovic Zoran, Ranieri Giuseppe, De Frenza Giovanni, Mastandrea Vito e Sangiorgi Roberto fu confermata la penale responsabilità, seppur con riduzione delle pene inflitte, alla luce delle dichiarazioni rese da ben sei collaboratori di giustizia e da numerose prove captative, le quali sembravano aver chiaramente provato la esistenza della associazione dedita al narcotraffico nella città di Bari e plurimi episodi di spaccio di cocaina ed eroina, episodi aggravati dall’ingente quantità delle sostanze messe in commercio, con cessioni avvenute ai gruppi criminali operanti nella Regione Puglia. Oggi la clamorosa decisione dei giudici capitolini che annulla la sentenza emessa dai giudici baresi e cancella definitivamente tutte le condanne.
In attesa del deposito della motivazione della sentenza della cassazione che illuminerà in ordine alle ragioni della clamorosa decisione, pare proprio che tra i motivi di ricorso che hanno fatto breccia nei giudici capitolini v’è ne uno sicuramente singolare: quello afferente alla prescrizione del gravissimo reato di associazione dedita al narcotraffico. Nella storia giudiziaria è un caso rarissimo, se non unico; esito favorevole agli accusati a cui si è giunti grazie ad una modalità di calcolo del termine di prescrizione introdotta a sorpresa oggi in aula dal difensore di Martiradonna. Nel collegio difensivo compaiono anche gli avvocati Bruno Vigilanti, Gianmaria Daminato, Massimo Chiusolo, Francesco Amodio, i quali tutti hanno contribuito alla sorprendente decisione.

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