Italia fragile: tra carovita e rinunce alla salute

Eurispes 2026: l'inflazione e le spese quotidiane spaventano quasi un italiano su due.

A cura di Redazione
28 maggio 2026 11:45
Italia fragile: tra carovita e rinunce alla salute -
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La fotografia scattata dall'Eurispes a Roma, in occasione del Rapporto Italia 2026 giunto alla sua 38esima edizione, rivela un Paese profondamente preoccupato per il proprio futuro finanziario. Quasi la metà dei cittadini, precisamente il 47,8%, prevede un netto peggioramento dell'economia nazionale nei prossimi dodici mesi, un dato in crescita di oltre dieci punti rispetto allo scorso anno. Questa ondata di pessimismo collettivo è alimentata non solo dalle difficoltà domestiche, ma anche dalle crescenti tensioni geopolitiche internazionali che minacciano la stabilità globale.

All'interno delle mura domestiche, la stabilità economica personale sembra reggere l'urto della crisi, ma i bilanci familiari sono messi a durissima prova dalle scadenze mensili. Il pagamento del canone d'affitto rappresenta la criticità maggiore, mettendo in seria difficoltà il 45,6% dei nuclei familiari in locazione. A questo si aggiungono le pesanti scadenze delle bollette energetiche, le rate dei mutui e le spese sanitarie improvvise, una combinazione di fattori che costringe circa il 60% degli italiani ad arrivare a fine mese con grande affanno, spingendo addirittura un terzo dei cittadini ad attingere ai risparmi accumulati nel tempo per coprire le spese correnti.

L'aspetto più allarmante della ricerca riguarda l'impatto di questa crisi di liquidità sulla salute pubblica, con una quota crescente di persone che si vede costretta a rimandare o annullare cure essenziali. I tagli più dolorosi colpiscono i controlli medici periodici, che registrano un balzo preoccupante rispetto al 2025, seguiti a ruota dalle cure odontoiatriche e dalle visite specialistiche. La rinuncia si estende drammaticamente anche all'acquisto dei farmaci prescritti, alle terapie riabilitative e persino alle cure veterinarie per gli animali domestici, segno di una vulnerabilità che tocca i diritti fondamentali della persona.

A pesare come un macigno sul potere d'acquisto è la percezione unanime sul fronte dei prezzi, giudicati in forte aumento dall'82% degli intervistati con rincari stimati oltre l'otto per cento. I settori più colpiti dall'impennata dei costi sono quelli legati alla quotidianità, a partire dai generi alimentari che guidano la classifica dei rincari più dolorosi per le tasche dei consumatori. L'aumento del costo dei carburanti aggrava la situazione dei trasporti, mentre il tempo libero subisce una drastica contrazione a causa dei prezzi proibitivi registrati sia per i pasti fuori casa sia per l'organizzazione di viaggi e vacanze.

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